(AGI) – Roma, 28 lug. – Nel Natale del 2008, per festeggiare il buon esito dell’operazione che consenti’ due mesi prima a Finmeccanica di acquisire la Drs Technologies, gruppo statunitense specializzato nella produzione di prodotti e supporti per forze militari e agenzie di spionaggio, Lorenzo Cola, che nella veste di consulente incasso’ un’ottima percentuale, fece recapitare al presidente dell’azienda pubblica Pierfrancesco Guarguaglini e allo staff dirigenziale 12 orologi di marca Rolex, personalizzati, con il logo di Finmeccanica e alla moglie del massimo dirigente, Marina Grossi, ad di Selex, una prestigiosissima borsa di Hermes del valore di almeno cinquemila euro. A occuparsi delle spese e delle relative consegne fu Marco Iannilli, ‘factotum’ di Cola, il consulente di Finmeccanica finito in carcere l’8 luglio scorso con l’accusa di riciclaggio. Iannilli ha raccontato questa circostanza oggi pomeriggio nel corso di un interrogatorio in procura durato oltre quattro ore. Cinque giorni fa lo stesso Iannilli aveva ricostruito davanti al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e al pm Rodolfo Sabelli, la vicenda Digint, la societa’ informatica che di fatto ha messo in contatto Finmeccanica con l’imprenditore napoletano Gennaro Mokbel, ritenuto da chi indaga uno degli ideatori della frode da due miliardi di euro con il coinvolgimento di ex dirigenti di Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Iannilli, che aveva presentato ai pm alcuni estratti conto, aveva dovuto chiarire il flusso di denaro (quasi otto milioni di euro, serviti per gli inquirenti, per creare fondi neri) che, partito da Singapore e da Hong Kong e transitato su un conto di San Marino, a lui intestato, presso la Smi, e’ poi finito parte in Svizzera e parte in Lussemburgo. Oggi Iannilli, pero’, non e’ stato in grado di ricordare con precisione l’esatto percorso di questa montagna di denaro, riservandosi alla prossima occasione (forse dopo la prima settimana di agosto) di produrre le ‘pezze di appoggio’ e chiarire il significato di alcuni bonifici bancari. Iannilli, parlando dei suoi rapporti con Cola (al quale fece conoscere Mokbel), ha detto ai pm di aver provveduto per lui a ogni genere di necessita’, pagandogli di tutto, dagli affitti delle tre case che Cola ha avuto negli anni a Roma, al mantenimento dei cani, allo stipendio dell’autista personale. Fu Cola a far entrare Iannilli nella Selex e a girargli qualche pratica da svolgere come consulente e commercialista. Lo stesso Iannilli ha poi spiegato che Finmeccanica era frazionata in quattro divisioni, una delle quali gestita da Cola. Iannilli, difeso dagli avvocati Piergiorgio Manca e Fabio Lattanzi, continua a essere agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta, piu’ ampia, sul riciclaggio internazionale: il reato che gli contestano i magistrati, piu’ marginale, e’ quello di intestazione fittizia di beni aggravata dal favoreggiamento di associazione mafiosa. La deposizione dell’indagato, sollecitata dalla procura che a giorni tornera’ a interrogare in carcere Cola, non ha cambiato la posizione di Guarguaglini che rimane in questa vicenda un semplice testimone. (AGI) Cop