CAMORRA: MICHELE ZAGARIA, IL BOSS ‘INABISSATO’ COME PROVENZANO
mercoledì, marzo 31st, 2010(AGI) – Napoli, 31 mar. – Michele Zagaria come Bernardo Provenzano dopo le stragi di mafia del ’92, ’93. Violento solo se strettamente necessario. Il superlatitante della camorra casalese viene tratteggiato cosi’ dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. “Ci sono molti elementi che mi ricordano l’inabissamento di Provenzano in quel periodo”, dice Grasso, che ha partecipato a un appuntamento con la stampa in Procura a Napoli in occasioen dell’arresto del padre e del fratello della ‘primula rossa’ dei Casalesi. “Provenzano esercitava una pressione violenta solo se questa era necessaria, ma utilizzava gli imprenditori come intermediari ai fini estorsivi. Ci sono molte analogie con i fenomeni palermitani e quelli casertani”, aggiunge. Invisibile ma presente, Zagaria puo’ contare su una rete di rapporti che cambia a seconda delle esigenze. Non ci sono collaboratori di giustizia interni alla sua fazione del clan, ma quando qualcuno comincia a raccontare particolari sull’attivita’ della sua cosca, il boss cambia completamente la sua rete di appoggi. Usa la tecnologia con disinvoltura. Strumenti sosfisticati per disturbare le intercettazioni telefoniche, per le comunicazioni utilizza sistemi informatici, cambia sempre auto e per i suoi spostamenti si nasconde nel bagagliaio della macchina. Ricercato dal 1995, dal 2000 a livello internazionale, Michele Zagaria e’ stato condannato all’ergastolo nel 2008, a chiusura del processo Spartacus. Non ha moglie e non ha figli. “Questo rende piu’ difficile controllare i suoi spostamenti – spiega il procuratore nazionale antimafia – proprio perche’ cambia spesso i suoi appoggi”. In un’intercettazione ambientale di un colloquio tra due imprenditori, un uomo e una donna (I.C.), i pm raffaello Falcone, Marco Del gaudio e Antonello Ardituro, che hanno condotto le indagini che hanno portato agli arresti di oggi, ricostruiscono anche i raffinati sistemi utilizzati da Zagaria per i suoi incontri d’affari. La donna vuole entrare nel giro di apaplti pubblici controllati da Zagaria, ed e’ convinta di andare a incontrare il fratello Pasquale, all’epoca libero. Parlando con il suo autista lo esplicita (“ero convinta che stavo aspettando a Pasquale Zagaria, a Pasquale che non e’ latitante”, dice). “All’improvviso venne una macchina – racconta al suo interlocutore ‘signora venite con me’. Andiamo campagna campagna, arriviamo a una villa faraonica, si chiude il cancello. Entriamo in una scaletta stretta stretta, tutta di marmo, dentro un cunicolo tutto di marmo…la’ dentro. All’anima di…questa e’ la sorpresa’”. Controlla il territorio da vicino e cura personalmente i contatti con gli imprenditori disposti a far parte della sua corte. Regola anche le controversie interne ai Casalesi. (AGI) Lil
