(AGI) - Roma, 11 set. - Solo il 16% delle piccole e medie imprese italiane ha attivato strutture di Ict ‘evolute’, il 29% utilizza infrastrutture ‘embrionali’, mentre il 55% si trova in una fase di transizione, con sistemi aggiornati, ma ancora non completi. Sono le prime anticipazioni del ‘Rapporto annuale sull’adozione delle Ict in Italia da parte delle imprese e delle pubbliche amministrazioni’, della School of Management del Politecnico di Milano, diffuse oggi dallo Smau, la principale fiera nazionale dedicata all’Ict. I risultati completi saranno presentati a ottobre ma gia’ dai primi numeri sembra emergere ben definita la tendenza, da parte di piccole e medie imprese, a considerare poco il termine ‘innovazione’ come parola d’ordine.
Dai dati sul livello di ‘maturita’ Ict’, emerge infatti che solo il 12% delle imprese e’ ‘lungimirante’, sia perche’ possiede un buon patrimonio applicativo e sia perche’ guarda all’innovazione in prospettiva: solitamente si tratta di aziende in cui e’ presente una direzione It e che spendono molto su questo versante. Il 21% delle imprese e’ invece ‘impostata’: hanno ottima maturita’ applicativa, ma necessitano di interventi di razionalizzazione o di sviluppo adeguato del portafoglio applicativo. Un quarto delle aziende e’ ’statico’, con buona maturita’ applicativa, ma infrastrutture elementari e ben il 42% ‘immaturo’: il supporto informatico e’ cioe’ limitato alle attivita’ veramente essenziali oppure e’ del tutto assente.
Inoltre, solo un’impresa su quattro ha un responsabile It e la spesa a riguardo e’ molto ridotta. In questo quadro generale a occupare il gradino piu’ alto in termini di investimento in Ict e’ il Veneto con 1.100 milioni di euro nelle imprese fino a 500 addetti. Anche il Nord Overt si difende bene con una spesa in tecnologie di circa 950 per addetto, contro una media nazionale di 800 euro. Cifre, che pero’, risultano comunque troppo basse, se confrontate con la media europea, e’ di almeno il doppio.
Tra i settori attualmente piu’ attivi nell’innovazione tecnologica telecomunicazioni, media, informatica, servizi bancari e assicurativi. Ma ci sono segmenti attenti all’innovazione anche nel manifatturiero, come la chimica, la gomma e la plastica. Fanno da nota negativa la sanita’, l’istruzione, gli enti locali, il turismo, gli alberghi, i ristoranti e le costruzioni.
“Certamente - commenta Pierantonio Macola, amministratore delegato Smau - nelle imprese con oltre 250 addetti l’allineamento delle It al business e’ molto piu’ avanzato. A differenza delle Pmi, dove e’ un’eccezione trovare imprenditori illuminati che vedono le tecnologie come strumento e non come spesa, in tale contesto le Ict sono ormai sempre piu’ attivita’ di supporto e sempre meno attivita’ chiave”. (AGI)
Red