TRUFFA ON LINE SU VENDITE AUTO, SGOMINATA BANDA ITALO-RUMENA
Friday, July 25th, 2008(AGI) - Bologna, 25 lug. - L’operazione della polizia delle comunicazioni di Bologna, svolta in collaborazione con l’Interpol e gli agenti rumeni, ha preso spunto da un’indagine conclusa nelle scorse settimane con diversi arresti di pregiudicati rumeni e italiani dediti alla clonazione di siti internet (come quello delle poste italiane) per entrare in possesso di dati sensibili. Monitorando la rete web gli investigatori hanno cosi’ scoperto falsi annunci di vendita di autovetture pubblicati su noti siti del settore (autoscout24, mobile.de). La truffa consisteva nell’attirare l’acquirente con prezzi particolarmente convenienti e nel dare come garanzia appositi siti di tracciamento (web site tracking) per poter monitorare le fasi di spedizione delle auto. Tali siti erano stati pero’ clonati ed i soldi venivano raccolti in conti correnti italiani per poi essere trasferiti in Romania. Le auto messe in vendita, poi, non erano di proprieta’ dell’organizzazione criminale. Infatti il trucco stava nel prendere la foto di auto in vendita, fingersi acquirenti in modo da ottenere i documenti per poi spacciarsi come i veri proprietari pubblicando l’annuncio sui siti. I poliziotti si sono cosi’ proposti come acquirenti stranieri (da italiani non avevano ricevuto alcuna risposta) ed hanno scoperto la frode. Tra le vittime, 87 in totale, 45 sono tedeschi ma sono stati truffati anche scandinavi, francesi, spagnoli, americani e un cittadino giapponese che aveva gia’ versato oltre 50mila euro per l’acquisto di una Aston Martin. Gli stranieri sono poi stati contattati per formalizzare le denunce (in modo da permettere alla polizia di bloccare le somme versate) presso le ambasciate e i consolati italiani. Gli arrestati sono tre rumeni, considerati i leader dell’organizzazione criminale: Florin Ovidiu Nicolae, pregiudicato di 23 anni, Marian Tatut, 33 anni (entrambi catturati in Romania) e Corneliu Galbenu, 30enne, preso nei primi di luglio nel veronese. Dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata a frode informatica, truffa, falso, accesso abusivo a sistemi informatici. Alcune delle 19 persone denunciate a vario titolo (10 rumeni e 9 italiani) fungevano da prestanome per aprire conti correnti in Italia su cui versare i proventi delle truffe e avevano un guadagno del 10% su ogni operazione portata a termine. La polizia ha anche eseguito 25 perquisizioni tra le province di Foggia, Ancona, Verona e Milano. (AGI)
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