(AGI) - Trapani, 18 mar. - Le misure di custodia cautelare sono state emesse dal Gip di Trapani, Piero Grillo, su richiesta dei magistrati Andrea Tarondo e Paola Biondolillo, nei confronti del trapanese Leonardo ‘Dino’ Messina di 51 anni, ritenuto promotore e direttore dell’organizzazione, rinchiuso in carcere. Sono agli arresti domiciliari, invece, il palermitano Salvatore Scorza, di 63 anni, referente per la Sicilia della societa’ di interconnessione Cogemat, i presunti componenti dell’organizzazione Leonardo Barraco, trapanese di 46 anni, e Patrizia Vario, 29 anni di Erice. Ai domiciliari anche Orazio Brigadieci, di 41 anni, individuato a Gela come presunto fornitore di schede hardware clonate, utilizzate per l’attuazione della truffa. Leonardo Messina e’ indagato anche per tentata estorsione, perche’ avrebbe imposto con minaccia la collocazione di apparecchi elettronici da gioco alterati all’interno di alcuni esercizi pubblici. L’alterazione dei dispositivi elettronici, attraverso l’utilizzo di schede clonate, permetteva di eludere i controlli, perche’ la scheda originale collegata alla rete rimaneva pressoche’ inattiva, mentre veniva effettivamente utilizzata la scheda hardware clonata, consentendo di gestire giocate e incassi che non risultavano all’organo di controllo. Le schede clonate, in particolare, registravano la totalita’ delle giocate effettuate, mentre le schede originali servivano solo a mantenere apparentemente attivo il collegamento con la rete informatica. Il riscontro agli elementi raccolti nel corso dell’attivita’ investigativa e’ stato trovato a conclusione di quattro ispezioni in altrettanti bar del capoluogo trapanese. Le schede clonate sarebbero state fornite all’associazione da Orazio Brigadieci, che a Gela e’ socio della ‘Societa’ Universal Games s.r.l.’ e della ‘Andromeda s.n.c.’, entrambe con sede legale in via Niscemi 42, che si occupano di noleggio, assemblaggio, montaggio, assistenza e vendita di videogiochi e apparecchiature elettroniche da gioco. Secondo gli investigatori, inoltre, il referente dell’Ufficio territoriale per la Sicilia della societa’ di interconnessione Cogemat, Salvatore Scorza, avrebbe fornito tutte le informazioni necessarie per eludere i controlli dei Monopoli di Stato, avvisando dei controlli programmati ed evidenziando le anomalie che avrebbero potuto insospettire gli organi di controllo. Con questa organizzazione, l’associazione avrebbe conseguito ingenti profitti illeciti - dai 100 mila ai 200 mila a bimestre per ogni slot machine, secondo alcune stime - in quanto ogni dispositivo riceve quotidianamente giocate per un ammontare di circa 300-400 euro. Gli investigatori ipotizzano anche che le schede clonate venissero programmate per ridurre le percentuali di vincita che, per legge, devono essere pari al 75. Ulteriori dettagli saranno resi noti alle 10.30 in questura. (AGI)
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