LAVORO: SIMPOSIO UNIVERSITA’, RAFFORZARE WELFARE E TUTELE
Thursday, June 30th, 2005(AGI) - Roma, 30 giu. - Quattro, ha sintetizzato il ministro, i fatti che “testimoniano il forte impegno dell’Italia in questa direzione”: - il “patto per l’Italia che nel 2002 indico’ nell’istruzione e nella formazione gli strumenti per garantire a centinaia di migliaia di italiani l’opportunita’ di restare nel mercato del lavoro potendo aggiornare le proprie competenze”; - la “legge Biagi che un anno dopo confermava quella scelta iniziale”; - le politiche del semestre italiano di presidenza che ha introdotto “come nuovo metodo di lavoro l’interazione tra politiche del welfare e politiche dell’istruzione e formazione”; - la “riforma della scuola che ha deciso l’innalzamento della scolarita’, l’ampliamento dell’offerta formativa, il raccordo fra scuola e societa’ civile”. Quanto ai temi del lavoro in rapporto alla scolarizzazione il ministro ha ricordato i rischi che corrono gli europei oltre i 45 anni con un livello educativo medio basso che sono sostanzialmente senza un’occupazione, e quelli che corrono gli oltre 30 milioni di adulti che hanno un livello di istruzione medio alta (70% donne) che comunque non trovano lavoro o addirittura non lo cercano. E infine i 53 milioni di lavoratori a rischio che “distribuiti uniformemente su tutte le fasce di eta’ avrebbero bisogno piu’ di altri di accedere ad un sistema di educazione e aggiornamento permanente nel corso della loro vita”. Una sottolineatura, dal ministro Moratti, ai problemi dell’occupazione femminile atteso che sono destinati a crescere nei prossimi vent’anni i lavori legati all’ingegneria, informatica e telecomunicazioni: “lo svantaggio che le donne ancora manifestano in matematica e nelle materie scientifiche in generale - ha affermato - pesera’ molto sulla loro capacita’ di partecipare a pieno titolo alla crescita attesa delle nuove professioni”.
Il ministro Maroni ha centrato l’attenzione sulle politiche del welfare: “il lavoro - ha detto ta l’altro - non puo’ piu’ essere considerato il centro della conflittualita’ sociale e della contrapposizione ideologica. I paradigmi dello sviluppo economico e sociale tendono a convergere sullo sviluppo della persona e le politiche del welfare sono volte a ridisegnare i diritti delle persone ponendo al centro l’uomo con i suoi diritti, certo, ma anche con le sue responsabilita’”. Per il titolare del Lavoro “venti milioni di disoccupati in Europa testimoniano la necessita’ di una maggiore efficacia delle politiche del lavoro e del modello occupazionale e di una economia che riesca a redistribuire risorse economiche sempre piu’ esigue. Per questo - ha concluso - sono necessarie decise riforme strutturali”. (AGI)
