(AGI) - Pescara, 26 mag. - Ai due pescaresi arrestati oggi vengono addebitati l’attentato notturno del gennaio 2004 al Tribunale di Viterbo, quando nel corso della notte ci fu grossa deflagrazione che provoco’ notevoli danni, e un attentato fallito nel Centro servizio sociale per adulti, sempre di Viterbo, un dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che si occupa del reinserimento dei detenuti.
Per l’attentato al Tribunale di Viterbo due persone sono state gia’ arrestate il 27 luglio 2004, David Santini e Simone Del Moro, il fratello di Stefano, arrestato oggi.
Danilo Emiliano Cremonese, nato a Manoppello (Pescara), di buona famiglia, laureato in legge a Bologna nel 2002 e senza fissa occupazione, viene descritto dalla Digos come un uomo con grosse capacita’ dialettiche. Esperto di informatica, aveva scelto internet per trasmettere il “verbo anarchico”: aveva una casella di posta elettronica e una casella postale, e attraverso il bollettino d’area “Croce nera anarchica” diffondeva i principi insurrezionalisti. Per non far decifrare i suoi messaggi, Cremonese utilizzava nella casella di posta un sistema di criptazione abbastanza sofisticato, ma i messaggi sono stati comunque decifrati dagli agenti. I siti sono stati oscurati e la casella e’ stata chiusa, con il supporto della Polizia postale. La sua condotta era improntata alla massima prudenza, e gli investigatori hanno sottolineato la sua attenzione maniacale nei movimenti, nel timore costante di essere seguito. Valentina Speziale, invece, e’ titolare dell’impresa di pulizia “Orsetto lavatore”, dove di tanto in tanto lavorava anche Cremonese.
Tra le cinque perquisizioni effettuate oggi c’e’ anche quella al padre di Valentina Speziale, indagato nell’ambito del filone bolognese del’indagine. I due facevano da tramite tra la cellula bolognese e quella viterbese, di cui erano il vertice, si occupavano con gli altri anarchici della organizzazione degli attentati, e decidevano il momento e il luogo preciso dell’assalto.
Al momento dell’arresto, avvenuto verso le 5 di questa mattina, i due non hanno detto neppure una parola. Da poco sono stati portati dalla Questura al carcere di Pescara, ma non si sa ancora se saranno trasferiti. (AGI)