CONTRAFFAZIONE: GDF ROMA, IN 11 MESI SEQUESTRATI 13,5 MLN PEZZI
Friday, December 16th, 2011(AGI) - Roma, 16 dic. - Milleseicento interventi, 13 milioni e mezzo di articoli contraffatti sequestrati, 1.637 persone denunciate e 9 arresti. E’ il bilancio dell’attivita’ di contrasto al fenomeno della contraffazione messa in atto nei primi undici mesi dell’anno dai finanzieri del Comando provinciale di Roma attraverso il controllo costante del territorio da parte delle pattuglie, le indagini delle unita’ specializzate e i controlli alla frontiera terrestre e marittima negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino e al porto di Civitavecchia. Oltre 6 milioni i prodotti non sicuri o pericolosi per la salute e l’incolumita’ dei consumatori sequestrati - fra cui giocattoli, articoli elettrici ed elettronici, prodotti medicali, cosmetici, profumi e medicinali - con la denuncia di 69 persone e la segnalazione in via amministrativa di altre 18. Sul fronte della pirateria audiovisiva ed informatica, 275 operazioni hanno portato alla denuncia per violazione alla normativa sul diritto di autore di 274 soggetti (di cui 19 in stato d’arresto) ed al sequestro di 9.925 programmi software, 15.656 apparecchi audiovisivi e 112.564 supporti magnetici. Di rilievo, in particolare, il sequestro - ai danni di un’organizzazione composta da cinesi dedita all’import ed alla commercializzazione di merce contraffatta - di immobili, quote societarie ed automezzi per un valore di circa 4 milioni di euro, in applicazione della normativa antimafia estesa ai reati legati al “falso”. “Lo sforzo repressivo - spiegano dal Comando provinciale - si inquadra nelle previsioni del ‘Patto per Roma Sicura’, siglato tra la prefettura di Roma, gli enti locali e le forze di polizia, teso a rafforzare la lotta alla contraffazione, alla pirateria audio-fono-visiva ed informatica ed al connesso abusivismo commerciale. I canali preferenziali attraverso i quali viene commercializzata la merce contraffatta restano costituiti da reti di cittadini extracomunitari, nonche’ da operatori commerciali regolari, tutti marginalmente interessati dagli ingenti guadagni dei traffici: la gran parte degli introiti affluisce alle organizzazioni delinquenziali, che muovono le leve della contraffazione del made in Italy, considerata una remunerativa forma di investimento, al pari delle altre tradizionali attivita’ illecite”. Interessati all’”industria del falso” sono per lo piu’ organizzazioni straniere, soprattutto nordafricane e cinesi: la presenza sempre piu’ numerosa di questi ultimi in citta’ e nella provincia “agevola lo smercio capillare dei prodotti contraffatti, sia realizzati in Italia da laboratori gestiti da connazionali che provenienti dal paese di origine. In base alle risultanze investigative, sarebbero realizzate nel territorio nazionale le produzioni di elevata qualita’, mentre la restante parte del ‘falso’ verrebbe dall’estero”. (AGI) Bas
