(AGI) - Fiorli’, 4 dic. - Dagli Usa a Forli’ per imparare nuove tecniche chirurgiche e sviluppare ulteriormente il robot ‘da Vinci’. L’Unita’ Operativa di Otorinolaringoiatria dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni”, diretta dal professor Claudio Vicini, e’ la prima al mondo ad aver applicato la chirurgia robotica alla cura del paziente apneico grave, intervenendo sulla base-lingua. All’attivo, l’unita’ ha gia’ 5 casi. Lunedi’ e martedi’, le americane Erica Thaler, professore associato di Otorino alla Penn University di Philadelphia, e Katie Alford, bioingegnere, responsabile del settore sviluppo e ricerca dell’azienda Intuitive, che produce il robot da Vinci, sono state cosi’ ospitate dall’Unita’ operativa forlivese per studiare il lavoro effettuato dall’equipe del professor Vicini. Le due americane si sono sottoposte a uno stage intensivo per due motivi coordinati ma diversi: Erica Thaler per approfondire le tecniche chirurgiche base-lingua effettuate col robot da Vinci, Katie Alford per capire come sviluppare in questa direzione l’apparecchio. “Con la Penn University di Philadelphia abbiamo un rapporto consolidato - spiega il professor Claudio Vicini - in primavera, non a caso, insieme al dottor Filippo Montevecchi, ho partecipato a un corso tenuto dal centro americano per imparare a utilizzare il robot in otorinolaringoiatria. Il nostro “maestro” e’ stato il professor Gregory Weinstein, che vanta la piu’ importante casistica robotica in otorino con tecnica transorale: tale metodo, prevedendo l’intervento attraverso la bocca, risulta il meno invasivo”. In quest’ambito, l’Unita’ operativa otorinolaringoiatrica dell’ospedale romagnolo ha autonomamente sviluppato la chirurgia base-lingua, particolarmente importante per il paziente apneico grave. “Si tratta di un’area difficilmente accessibile per il chirurgo che, quando interviene, lo fa inevitabilmente in maniera molto invasiva - illustra il direttore - la mia idea e’ stata quella di usare il robot per tale patologia, con esiti molto meno devastanti”. Da inizio anno a Forli’ sono stati affrontati gia’ 5 casi di questo tipo, l’ultimo dei quali proprio martedi’, alla presenza delle due americane. “Per ragioni sia mediche sia di business, l’Intuitive, ditta produttrice del robot, si e’ mostrata molto interessata a questo sviluppo e ha inviato l’ingegnere Alford a studiare la nostra esperienza, al fine da valutare l’utilizzo su larga scala del da Vinci per tale patologia - spiega il professor Vicini - la professoressa Thaler si e’ invece concentrata, oltre che sulla chirurgia robotica base-lingua, sulla sleep endoscopy, sottoponendosi a un apposito percorso di training”. La giornata di lunedi’ ha cosi’ visto, durante la mattina, un corso full-immersion di 6 ore sulla sleep-endoscopy e le applicazioni base-lingua, mentre nel pomeriggio si e’ tenuta una seduta di sleep-endoscopy, con l’esame di 8 casi. Martedi’, infine, e’ stato eseguito col robot un intervento chirurgico base-lingua. Per quanto riguarda la sleep-endoscopy, praticata a Forli’ sin dal 2003, s’intende un insieme di procedure diagnostiche, di relativa recente introduzione, eseguite con tecnica endoscopica in un paziente roncopatico che “dorme”, spontaneamente o sotto influsso farmacologico. “La chirurgia dei grandi apneici da noi sviluppata e’ un settore di nicchia - commenta il direttore - la Penn University si occupa invece quasi esclusivamente di chirurgia oncologica, con una casistica molto piu’ vasta. E’ per questo che abbiamo instaurato con loro una fattiva collaborazione: il centro Usa e’ interessato al nostro lavoro, mentre noi torneremo a Philadelphia per affinare ulteriormente la chirurgia robotica in Orl”. (AGI)
Mir