CARCERE SASSARI: SINDACO, FONDI PROMESSI SONO STATI DISTOLTI

(AGI) - Sassari, 1 lug. - “E’ fantascienza pensare di risolvere il problema del carcere di Sassari entro un tempo ragionevolmente breve, diciamo cinque anni”, ha dichiarato la direttrice, Patrizia Incollu, al presidente della Seconda commissione consiliare. “Ma non e’ il peggiore d’Italia, come qualcuno ha detto. Siamo in buona compagnia”. Gli spazi sono angusti, i malati di aids non possono beneficiare della “detenzione attenuata”, non ci sono attivita’ di lavoro, se non per una cinquantina di reclusi. Per un campetto di calcio sono stati abbattuti alcuni muri e c’e’ voluta l’autorizzazione della Soprintendenza.
Di positivo, c’e’ il clima positivo instauratosi fra detenuti e guardie carcerari, anche si segnala qualche caso di autolesionismo, perlopiu’ a scopo dimostrativo. Negli ultimi quattro anni nessun suicidio. Addirittura, in vista della festa dei Candelieri, la tradizionale “faradda” del 14 agosto, reclusi e agenti preparano un candeliere che dovrebbe parteciparvi, sotto l’egida di San Sebastiano. “Abbiamo chiesto un corso di formazione per l’edilizia, utili per assicurare una manovalanza interna per piccole manutenzioni; ci hanno assegnato un corso di informatica del quale non sentivamo il bisogno”, osserva la direttrice.
A breve saranno pronte le cucine. Alcune celle sono state ristrutturate, la qualita’ dell’assistenza e’ migliorata anche per la specialistica, con 17 medici convenzionati. A ottobre sara’ aperto un reparto per i malati di aids.
Per i colloqui i familiari restano in fila per ore, solo parzialmente riparati da una semplice tettoia. I problemi piu’ gravi si registrano nella sezione femminile. (AGI)