TERRORISMO: DI LUCA, IDENTIFICAZIONE PERSONE ELEMENTO CHIAVE

(AGI) - Roma, 13 lug. - L’identificazione delle persone rappresenta un elemento chiave nella lotta al terrorismo internazionale. E’ quanto ha ribadito Alberto di Luca, presidente del Comitato parlamentare Schengen-Europol-Immigrazione nel corso dell’audizione del colonnello Enrico Maria Falcone, direttore della V divisione del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, e del tenente colonnello Marco Di Stefano, direttore della III sezione della divisione N.s.i.s. (Sistema informativo Schengen nazionale). Falcone e Di Stefano sono stati ascoltati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo spazio Schengen nella nuova costruzione europea.
“Attualmente - ha sottolineato Di Luca - i nostri sistemi informativi permettono ad una pattuglia in servizio di accedere, attraverso il computer di Roma, al sistema centrale europeo Schengen di Strasburgo consentendo, in meno di due minuti, di ricevere una risposta e di individuare persone sospette che, diversamente, non sarebbe possibile controllare”.
Nel corso dei lavori, il presidente del Comitato - riferendosi alle recenti polemiche sull’utilita’ dei Centri di permanenza temporanea - ha ricordato che fu “l’allora ministro dell’Interno, Giorgio Napoletano, a istituire tali Centri per consentire l’ammissione dell’Italia all’accordo di Schengen. Se questa sciagurata eventualita’ si concretizzasse - ha affermato Di Luca - l’Italia verrebbe ipso facto estromessa dall’area Schengen”. Lo stesso colonnello Falcone ha sostenuto che l’estromissione dell’Italia dall’area Schengen, e la conseguente impossibilita’ di rimanere inseriti nella rete informatica europea, “significherebbe ritornare all’eta’ della pietra”: in particolare, rinunciare al patrimonio dei dati del N.s.i.s. “ci porterebbe a diventare un Paese di serie B, la cenerentola dell’Europa”. (AGI)