DPEF: PIGLIARU ILLUSTRA LINEE GUIDA IN COMMISSIONE BILANCIO.

(AGI) - Cagliari, 26 lug. - Il punto centrale del Dpef riguarda questo aspetto. L’altro “pezzo” del problema e’ dato dalla qualita’ della ricerca: biotecnologie, biodiversita’ e informatica sono canali prefeenziali. Nuovi laboratori di eccellenza - secondo l’assessore - dovrebbero favorire questo processo. Ma c’e’ da tenere conto che il frazionamento delle attivita’ imprenditoriali non favorisce l’assorbimento delle alte specializzazioni. Di qui l’impegno a incentivare le imprese associate per favorire la domanda di servizi collettivi. E’ un progetto diverso, quello che il Dpef disegna. Tutto cio’, pero’, non basta. Molti strumenti adottati in passato a sostegno di attivita’ innovative si sono rivelati incoerenti e inefficaci, non hanno, cioe’, favorito l’innovazione. Anzi, imboccando la strada dell’assistenzialismo, l’hanno disincentivata. Di qui l’esigenza, altro aspetto peculiare del Dpef, di una valutazione appropriata delle leggi a sostegno delle imprese. La Giunta lo aveva annunciato l’anno scorso, ma - ha ammesso l’assessore - ha incontrato piu’ difficolta’ del previsto. Ha tuttavia iniziato, ridisegnando la legge 15 (incentivi all’industria), avendo valutato “deludenti” i primi due bandi. I prossimi strumenti - ha annunciato Pigliaru - dovranno consentire risultati favorevoli; i sistemi di incentivazione vorranno nuove leggi e nuovi strumenti, piu’ specifici. Le politiche generiche, che monetizzano le diseconomie, non sono utili. Anzi, frenano lo slancio.
Coesione e occupazione sono due traguardi di medio periodo. La coesione postula un modello di sviluppo che valorizzi le risorse endogene e metta insieme le “specialita’” economiche dei nostri saperi, attraverso l’integrazione del territorio. Il risultato e’ quello di stabilizzare le attivita’, metterle a reddito e creare lavoro piu’ stabile, non cosi’ fortemente condizionato dell’andamento del mercato. (AGI)