ECONOMIA E.ROMAGNA: ‘TIENE’ RISPETTO A ITALIA, AUMENTA EXPORT
(AGI) - Bologna, 26 set. - “L’economia dell’Emilia-Romagna, e prima di tutto l’industria - ha affermato la Presidente Anna Maria Artoni - sta attraversando una fase di profondo cambiamento strutturale, i cui effetti si potranno cogliere piu’ facilmente solo nel medio lungo periodo. Il processo di evoluzione in atto portera’ ad una progressiva selezione delle imprese e delle filiere produttive in grado di sostenere la competitivita’. Oggi i mercati premiano sempre piu’ le imprese che investono, che innovano e che puntano su produzioni di qualita’ e a piu’ alto valore aggiunto e questo avviene anche nei settori tradizionali o nei mercati maturi. La trasformazione in atto vede le aziende della nostra regione fortemente impegnate a confermare ed accrescere la propria competitivita’ nonostante il perdurare del ciclo economico negativo”.
L’indagine sugli investimenti realizzata da Confindustria Emilia-Romagna e dalle Associazioni Industriali della regione su un campione di circa 700 aziende industriali evidenzia anche per quest’anno una forte spinta ad investire, in particolare nella ricerca e nell’innovazione. L’82,5% delle imprese del campione ha effettuato investimenti nel corso del 2004. Anche nel 2004 gli investimenti piu’ diffusi sono risultati quelli in informatica di gestione (37%) e in ricerca e innovazione (33,4%).
Nel corso del 2005 il 75,8% delle aziende intervistate prevede di effettuare investimenti. L’area di investimento verso la quale gli imprenditori indirizzeranno gli sforzi maggiori per il 2005 e’ quella in ricerca e innovazione (45,8%), che risulta in crescita rispetto a quanto realizzato nel 2004 (33,4%).
Per quanto riguarda i fattori critici per la decisione di realizzare gli investimenti previsti, si registra un significativo aumento delle imprese che segnalano l’andamento della domanda attesa come l’ostacolo principale a nuovi investimenti. Tra i fattori di natura strutturale si segnalano in particolare le criticita’ legate al tema delle risorse umane (impossibilita’ di dedicare personale alla progettazione-realizzazione e difficolta’ a reperire nuove risorse) ed ai vincoli di natura amministrativa e burocratica.
Per gli industriali dell’Emilia Romagna e’ allora necessario che la Regione concentri i propri interventi su alcuni fattori prioritari: - supportare gli investimenti in innovazione e ricerca, rafforzando in termini di qualita’ e risorse le politiche di stimolo alla ricerca e all’innovazione, che stanno danno evidentemente buoni risultati.
- ampliare e rafforzare le politiche di internazionalizzazione accompagnando lo sforzo delle imprese per mantenere e aggredire nuovi mercati; - qualificare le politiche sulle risorse umane intensificando azioni di orientamento verso le specializzazioni tecnico-scientifiche, rafforzando la qualificazione dei contenuti formativi e diffondendo iniziative di qualificazione e formazione da realizzare all’interno delle imprese; - infine, “fare di piu’” per la semplificazione burocratica.