RAI:SINDACATI,SERVIZIO PUBBLICO MARGINALE A MEDIASET E TELECOM
(AGI) - Roma, 3 nov. - Secondo i sindacati “a questo proposito va innanzitutto sciolto un nodo di fondo che riguarda l’attuale ruolo del C.d.A. ovvero se deve essere quello tipico di una s.p.a. o se, invece, data la particolare natura dell’attivita’, deve essere quello di indirizzo e garanzia. Nel primo caso e’ necessario conferire poteri effettivi maggiori al C.d.A. in modo quantomeno da allineare il rapporto tra C.d.A. e direttore generale a quello che normalmente intercorre tra il C.d.A. di una s.p.a. e il suo amministratore delegato; nel secondo caso vanno ulteriormente rafforzati i criteri a salvaguardia della funzione di indirizzo e garanzia del C.d.A. e la sua esclusione da compiti di gestione”.
- IL FINANZIAMENTO DEL SERVIZIO PUBBLICO: Anche relativamente al finanziamento del servizio pubblico vi sono questioni da affrontare che attengono sia alle quantita’ che alle modalita’.
“Fermo restando gli attuali vincoli sugli affollamenti degli spazi pubblicitari la maggiore efficienza del servizio pubblico non puo’ prescindere dall’individuare elementi di certezza pluriennale sull’importo del canone che permettano alla RAI sia di poter adeguatamente programmare investimenti e produzioni nel medio-lungo termine e sia di garantire la propria autonomia.
Il sindacato “esprime tutta la sua preoccupazione per il paventato sbilancio di 80 - 90 milioni di Euro dichiarato dalla RAI che evidentemente sconta gli effetti negativi indotti dal sostanziale blocco degli investimenti operato dalla passata gestione al fine di presentare un bilancio funzionale alla prevista quotazione in borsa. Inoltre e’ necessario che la RAI chiarisca il ruolo della SIPRA e ne renda piu’ stretto il vincolo verso l’azionista. Nel momento in cui si sta affermando un vero e proprio nuovo settore sul quale si misurano imprese internazionali di diversa estrazione (TLC, informatica, editoriali, web, ecc.) e’ indispensabile un forte piano di investimenti volto soprattutto all’ammodernamento tecnologico e al recupero di una maggiore autonomia produttiva”.
Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil “ritengono di particolare importanza il prossimo incontro con il Presidente ed il Direttore Generale della RAI previsto per il 10 novembre e “si riservano fin da ora, di procedere ad una mobilitazione dei lavoratori della RAI portando da 4 ad 8 ore la durata dell’iniziativa di sciopero generale indetto da CGIL CISL UIL per il 25 novembre 2005 o comunque in una data immediatamente successiva per sollecitare il Governo, le Istituzioni e l’Azienda ad una riaffermazione e ad un rilancio della RAI Servizio Pubblico Radiotelevisivo in tutte le modalita’ trasmissive”.(AGI)