TERRORISMO: DA CSM PASSO IN AVANTI VERSO PROCURA NAZIONALE

(AGI) - Roma, 24 Nov - Dal Csm un passo in avanti verso la Procura nazionale per la lotta al terrorismo.
“Coordinamento”, infatti, e’ stata la parola chiave per tutti e 30 i procuratori antiterrorismo delle direzioni distrettuali che oggi il Consiglio superiore della magistratura ha convocato per una lunga riunione a porte chiuse. Un incontro che potrebbe addirittura “portare il Csm a formulare una proposta al Parlamento per l’istituzione di una struttura di coordinamento delle investigazioni, vista la sollecitazione molto forte che arriva dai pm” come spiega uno dei promotori dell’iniziativa, il consigliere togato di Md, Giovanni Salvi.
Sulla autonomia della procura nazionale antiterrorismo si sarebbero registrate oggi molte convergenze, lasciando la possibilita’ di prevedere un organismo completamente altro dalla Direzione nazionale antimafia o la nascita all’interno della DNA di un ufficio preposto esclusivamente alla lotta contro il terrorsimo. Anche sul ruolo della nuova procura la stragrande maggioranza dei pm ( presenti molti volti noti della magistratura italiana: da Armando Spataro a Vittorio Borraccetti, da Maurizio Laudi al procuratore di Bologna Enrico Di Nicola, da Franco Ionta a Guido Lo Forte, a Marcello Maddalena per citarne solo alcuni) si e’ trovata in sintonia: avrebbe un ruolo di raccordo degli uffici, non dovrebbe avere poteri di inchiesta.
Piu’ coordinamento, dunque, affinche’ si proceda in maniera unitaria e piu’ rapida di fronte alla minaccia del terrorismo, anche se si e’ dato atto che il raccordo, per cosi’ dire, spontaneo fra le diverse procure ha dato risultati che anche all’estero sono stati molto apprezzati.
“Per la vicenda di Hamdi Issaac, il presunto attentatore di Londra sono state aperte, per il suo passaggio in Italia, tre inchieste: una a Milano, una a Brescia, una Roma. Tutte e tre per 270 bis, associazione con finalita’ di terrorsimo internazionale, prevista dal codice”, spiegava oggi un Pm, triplicando cosi’ inutilmente gli sforzi ed il lavoro.
Unita’ di intenti si e’ registrata poi sulla necessita’ di una banca dati, con la sottolineatura che, anche in questo caso, mancano i soldi per potere procedere alla archiviazione informatica dei dati. Sul fronte delle inchieste, infine, ci sarebbe stato il riconoscimento generale che anche di fronte alla minaccia del terrorismo non bisogna cedere alla logica dell’emergenza, trascurando le garanzie che fanno parte fondante del nostro ordinamanto. (AGI)