MAFIA: QUESTORE PALERMO, PROVENZANO? CI MANCA POCO…
(AGI) - Palermo, 20 dic. - Proprio sul fronte dell’antimafia la polizia di Stato a Palermo, da quanto emerge dal consuntivo di fine anno, ha fatto registrare i maggiori risultati, con un incremento delle persone arrestate del 279% (125 contro 33 del 2004). Due le principali operazioni antimafia condotte dai poliziotti della squadra mobile, in stretta sinergia con l’autorita’ giudiziaria e con la Dda di Palermo: l’operazione “Grande mandamento” e l’operazione “Notte di San Lorenzo”.
Con la prima, il 18 gennaio 2005, la polizia e’ riuscita a scuotere le fondamenta di “Cosa nostra”, intervenendo con incisivita’ sul gruppo operante nel territorio di Villabate. Nel corso delle indagini, che hanno portato all’arresto di trenta mafiosi, e’ stato infatti ricostruito il sistema di corrispondenza di Bernardo Provengano che assicura il flusso di messaggi scritti (i “pizzini”) tra molte parti della Sicilia e il latitante, mediante il quale il superboss esercita in sostanza il suo ruolo direttivo. Da segnalare il sequestro di un computer utilizzato da uno degli arrestati per codificare in via informatica il messaggio cartaceo fatto pervenire proprio da Provenzano.
Ancor piu’ imponente l’operazione “Notte di San Lorenzo”. L’8 marzo 2005 la polizia ha inferto un duro colpo al mandamento di San Lorenzo, tradizionalmente uno dei piu’ ampi di Cosa nostra. Ben 84 gli arrestati nel corso dell’operazione, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione continuata e aggravata, ricettazione, associazione per delinquere tesa al commercio di sostanze stupefacenti e alla commissione di rapine. Le indagini dei poliziotti, partite nel 2001, hanno fatto terra bruciata attorno ai due latitanti, Salvatore Lo Piccolo, capo mandamento di San Lorenzo, ed il figlio Sandro. (AGI)