ALITALIA: SETTIMANA DECISIVA PER VOLARE, INCONTRO A P.CHIGI

(AGI) - Roma, 29 gen. - Il “punto caldo ” del confronto di palazzo Chigi e’ nell’assetto societario e, in particolare, il controllo di Alitalia Service, la societa’ di servizi del gruppo (manutenzione, handling, informatica e amministrazione) attualmente controllata con il 51% dall’Alitalia mentre il 49% e’ in mano alla Fintecna, la societa’ a controllo pubblico che ha raccolto l’eredita’ della vecchia Iri. L’accordo di palazzo Chigi tra Governo e sindacati, sottoscritto il 23 settembre 2004, prevedeva infatti che il capitale della nascente Alitalia Service (8.600 dipendenti) fosse ripartito tra Alitalia Fly (51%) e Fintecna (49%). E l’intesa tra Governo e sindacati fu poi recepita dal accordo triangolare Governo-sindacati-Alitalia del 5-6 ottobre 2004. L’anno successivo, pero’, durante le trattative con l’Unione Europea sul piano industriale dell’aviolinea e poi, in occasione della ricapitalizzazione da un miliardo che si e’ conclusa lo scorso dicembre, l’Alitalia, e lo stesso Governo, si sono impegnati con Bruxelles a trasferire il controllo dell’Alitalia service alla Fintecna che avrebbe il 51% delle azioni ordinarie e il 100% delle azioni privilegiate grazie ad un investimento di 215 milioni.
Il nuovo assetto azionario dell’Alitalia Service, non e’ piaciuto ai sindacati che, da oltre tre mesi, hanno chiesto un chiarimento al Governo. E visto l’immininente lo scioglimento delle Camere, lo scorso 19 gennaio, i rappresentanti dei lavoratori, stanchi di essere ignorati, hanno usato le maniere for ti. Mercoledi’ scorso, 25 gennaio, quando l’Alitalia era ormai prossima alla paralisi, il Governo ha convocato i sindacati. In quella sede, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, si e’ impegnato formalmente al rispetto degli accordi di palazzo Chigi dell’ottobre 2004 dando appuntamento all’azienda e ai sindacati per mercoledi’, 1* febbraio. Alla luce di tali fatti, anche se Maroni ribadisce la necessita’ della separazione societaria nei termini in cui il Governo si e’ impegnato con l’Unione Europea, appare altamente improbabile che il Governo riapra, in un momento cosi’ delicato, lo scontro con i lavoratori. Illustri commentatori prevedono, infatti, che l’Esecutivo opti per “cristallizzare” la situazione: insomma, i conti “veri” si faranno dopo le elezioni e le fara’ un Governo con ampie prospettive di vita in grado di assumere anche scelte impopolari. (AGI)
Lda