BUCO NELLE CASSE DELLA DIOCESI TRAPANI, VESCOVO “IO PARTE LESA”
(AGI) – Trapani, 20 ott. – “Non c’e’ mai stato e non c’e’ alcun procedimento a carico del vescovo, che e’ estraneo a qualsiasi ipotesi di reato; per un anno sono state scritte cose non vere e adesso c’e’ la certificazione che sono false”. Lo ha affermato l’avvocato Mario Bernardo del foro di Roma legale del vescovo di Trapani Francesco Micciche’, in apertura della conferenza stampa che e’ stata tenuta questa mattina al vescovato, in relazione all’inchiesta su un ammanco nelle casse di due chiese della curia. La procura di Trapani avrebbe emesso 14 avvisi di garanzia per falso ideologico, ricettazione, frode informatica e calunnia e tra i destinatari ci sarebbe un giovane prete che gestiva una parte del patrimonio della diocesi, in particole nelle parrocchie di Alcamo e Calatafimi. In relazione alla vicenda il Vaticano ha inviato un visitatore apostolico, il vescovo di Mazara Domenico Mogavero. “Sicuramente – aggiunge il legale – il vescovo era oggetto di attenzioni improprie, se c’era una regia dovra’ essere accertato dalla magistratura che fara’ luce sui fatti, ma la fusione fra le due fondazioni fu un atto regolare”, ha proseguito il legale precisando che attualmente ci sono quattro procedimenti in corso in cui il vescovo e’ parte offesa, da un lato per la diffamazione a mezzo stampa e anche per calunnia”. Nel corso della conferenza stampa e’ stato ricordato che “circa un anno fa e’ iniziata una campagna stampa contro il vescovo Micciche’ che veniva indicato come malfattore e distrattore di fondi; sono scaturite due verifiche da parte della magistratura e della curia e sono emersi fatti molto diversi da quelli che erano stati prospettati. Di fatto – sottolinea l’avvocato Bernardo – la campagna di stampa riguardante la fusione di due fondazioni ha distratto la magistratura da altre vicende, ma abbiamo dimostrato che nessuno ha mai sottratto un solo euro, perche’ i fondi sono li’”. Il vescovo di Trapani ha affidato il suo pensiero a un documento: “Da mesi la chiesa trapanese e’ al centro di una violenza mediatica senza pari, con la reiterata pubblicazione di notizie prive di fondamento, purtroppo ripresa anche da testate giornalistiche prestigiose senza la verifica delle fonti; gli attacchi personali, non solo al vescovo ma anche ad alcuni sacerdoti di una volgarita’ inaudita, di numerosi tentativi di creare confusione tra i fedeli con falsi allarmismi”. Micciche’ ribadisce che “ritiene doveroso dare mandato ai suoi legali, in quanto parte lesa, per il perseguimento della giustizia e della verita’. Il ricavato sara’ devoluto per un premio giornalistico per incoraggiare il giornalismo coraggioso che rifugge dal sensazionalismo e persegue la verita’ nel rispetto della dignita’ umana”. (AGI) Tp1/Mrg/Mzu