MANOVRA: CONFCOMMERCIO, EFFETTI RECESSIVI DA AUMENTO IVA

(AGI) – Roma, 26 ago. – “Totale contrarieta’ all’ipotesi di un aumento dell’Iva” che porterebbe “inevitabili effetti depressivi sui consumi”. E’ quanto osserva in una nota l’Ufficio Studi di Confcommercio-Imprese per l’Italia che prevede un impatto negativo “anche sul Pil che, in assenza di una compensazione Irpef, potrebbe ridursi di oltre un punto percentuale”. Secondo l’analisi aumentando l’Iva “non possono che scaturire effetti recessivi e penalizzanti per famiglie e imprese”. Secondo Confcommercio non si deve dimenticare che “degli attuali oltre 93 miliardi complessivi di gettito Iva, 90 derivano dall’aliquota ordinaria e da quella intermedia e piu’ del 70%, cioe’ quasi 66 miliardi, viene proprio dai consumi delle famiglie. Pertanto, un eventuale inasprimento delle aliquote – anche solo di quella al 20% relativa, peraltro, a molti beni di largo e generale consumo – di fatto, ‘taglierebbe le gambe’ alla componente che ‘produce’ la principale quota di gettito. Senza considerare poi che le maggiori riduzioni dei consumi si avrebbero in particolare su alcuni comparti – turismo, informatica domestica, telecomunicazioni, mobilita’ – che da soli rappresentano oltre un quarto della spesa complessiva delle famiglie italiane”.
In ogni caso – conclude l’Ufficio Studi – “al di la’ delle valutazioni sugli effetti recessivi della manovra e della riduzione del Pil, l’aumento delle aliquote Iva mettera’ in discussione anche le previsioni di gettito, che secondo i nostri calcoli sara’ inferiore di oltre un miliardo a quello stimato, e con un minor gettito anche i saldi di finanza pubblica saranno disattesi. Con buona pace di chi continua ad avere la certezza che la manovra possa essere approvata a saldi invariati”. (AGI) Red/Fri