RICICLAGGIO: AFFARE DIGINT, IANNILLI SPIEGA ESTRATTI CONTO A PM
(AGI) - Roma, 23 lug. - Oltre quattro ore di interrogatorio in procura per ricostruire davanti ai magistrati romani l’intera vicenda Digint, la societa’ informatica che di fatto ha messo in contatto Finmeccanica con l’imprenditore napoletano Gennaro Mokbek, ritenuto uno degli ideatori della grande frode da due miliardi di euro con il coinvolgimento di ex dirigenti di Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Marco Iannilli, commercialista e ‘factotum’ di Lorenzo Cola, consulente di Finmeccanica arrestato per riciclaggio l’8 luglio scorso, ha dovuto spiegare ai pm il flusso di denaro (quasi otto milioni di euro), partito da Singapore e da Hong Kong e transitato su un conto di San Marino presso la Smi e poi finito in Svizzera.
Gli inquirenti ritengono che sono soldi che Mokbel ha versato a Cola, tramite bonifici, per l’acquisto della Digint e che Iannilli abbia trasferito in terra elvetica trattenendo per se’ la percentuale del 10%. Se i magistrati avessero fatto una rogatoria con lo Stato di San Marino avrebbero forse perso tempo prezioso e invece la novita’ e’ che Iannilli, accompagnato dagli avvocati Piergiorgio Manca e Fabio Lattanzi, si e’ presentato con gli estratti conto, illustrando nel dettaglio le singole voci, entrate e uscite. Un gesto di buona volonta’ assai apprezzato dagli investigatori.
Adesso i magistrati cercheranno di riscontrare le singole voci chiarite da Iannilli anche alla luce della recentissima trasferta in Svizzera dove sono stati trovati i denari riconducibili a Cola grazie alle indicazioni di Corrado Prandi, operatore finanziario di fiducia del consulente di Finmeccanica.
Iannilli, attualmente agli arresti domiciliari, e’ stato colui che ha messo Mokbel in contatto con Cola e, secondo chi indaga, anche con i vertici di Finmeccanica, circostanza da sempre smentita dall’azienda pubblica. Per Iannilli quello di oggi non sara’ l’ultimo interrogatorio su questa vicenda: i pm, che hanno intenzione di sentire nei prossimi giorni anche Cola, gli hanno gia’ annunciato che dovra’ tornare in procura. (AGI) Cop