SANITA’: SMI PER PROROGA CERTIFICATI ONLINE,RIPENSARE IL SISTEMA
(AGI) - Roma, 5 lug. - Il Sindacato dei Medici italiani (Smi) ha approvato nella segreteria nazionale un documento di forte critica al nuovo sistema di invio online delle certificazioni di malattia. Secondo lo Smi in questi primi mesi di rodaggio si sono confermate “tutte le criticita’ a suo tempo esposte”. Per questo il sindacato chiede “alla controparte pubblica di prorogare il termine e aprire un confronto per ripensare tutto il sistema con l’obiettivo di avviare quella rivoluzione informatica di cui il Paese ha davvero bisogno”.
“Il ministro Brunetta”, ha osservato il segretario generale dello Smi, Salvo Cali’, “scelto il percorso piu’ redditizio dal punto di vista mediatico annunciando le virtu’ salvifiche del nuovo sistema per l’efficienza della pubblica amministrazione e contro l’assenteismo sul posto di lavoro, dimenticando pero’, e talvolta omettendo, i molti problemi avanzati dalla categoria”. Purtroppo, ha ammonito Cali’, “con il colpevole assenso di qualche sindacato di settore che ha scambiato i medici per impiegati dell’Inps. Lo abbiamo ripetuto in tutti i modi: la rete internet ha una presenza sul territorio disomogenea, si sono sottovalutati i costi a carico dei medici di famiglia per fornirsi della banda larga e di adeguati supporti informatici, di certo non coperti dall’insufficiente indennita’ informatica prevista nella convenzione (circa 78 euro al mese)”. E ha continuato: “Anche le regioni che hanno provveduto a realizzare ‘motu proprio’ una rete informatica, come la Lombardia, stanno scontando non poche difficolta’. Ma non finisce qui: e’ mancata la previsione delle ricadute del decreto e del nuovo sistema nei pronto soccorsi e nelle guardie mediche, strutture spesso sfornite di qualunque supporto informatico. E’ bene, infatti, ricordare, che in teoria l’obbligo di certificazione online riguarda tutti i medici, dipendenti e convenzionati. Non solo: si e’ sottovalutato l’onere burocratico sul medico che sottrae tempo al paziente per fare un mero lavoro impiegatizio”. Infine, ha aggiunto il segretario generale dello Smi, “andando anche nel merito del decreto del ministro Brunetta e non solo sugli aspetti tecnologici: e’ incredibile che non si siano volute considerare tutte le implicazioni, anche legali, derivanti dalla responsabilita’ imposta al medico nella descrizione della diagnosi. Come si puo’ capire se un paziente che dichiara una forte emicrania dice la verita’ o no. Sottoponendo la persona in questione a decine di costosissimi esami di laboratorio? Oppure semplicemente guardandolo in faccia. Ma non sarebbe meglio prevedere delle autocertificazioni nei primi giorni di malattia per quei disturbi sintomatici non obiettivabili, come succede in altri paesi d’Europa, lasciando ai medici dell’Inps l’onere del controllo?”. (AGI) Com