TERRORISMO: DIGOS, PIENA COLLABORAZIONE DA UNIVERSITA’ PERUGIA
(AGI) - Perugia, 30 apr. - “Voglio sottolineare l’ampia collaborazione e l’estrema riservatezza che ci e’ stata fornita dalle autorita’ universitarie perugine che ci hanno permesso di compiere le indagini nel migliore dei modi”. Il dirigente della Digos di Perugia, Lorenzo Manso, ha voluto sgombrare il campo da qualsiasi possibile collegamento tra la cellula e l’ambiente universitario.
Nel corso di una conferenza stampa tenuta stamane nella questura del capoluogo umbro per illustrare i dettagli dell’operazione che ha portato all’espulsione di due giovani marocchini per motivi di terrorismo, Manso ha rimarcato come i membri del gruppetto individuato vivessero isolati, seppur nel contesto universitario (i due espulsi e altri due alloggiavano in una residenza dell’Adisu), pregavano tra di loro frequentando talvolta la moschea di via dei Priori, nel centro storico di Perugia e non avessero rapporti con ragazze.
Erano tutti studenti con profitto in varie facolta’: Mohamed Hlal studiava comunicazione internazionale alla facolta’ di Lingua e cultura italiana dell’Universita’ per stranieri, Ahmed Errahmouni informatica alla facolta’ di Matematica e fisica dell’Universita’ degli studi, gli altri sei si dividono tra i due atenei.
Le indagini sono durate circa un anno, coordinate dal capo della Dda Federico Centrone insieme al sostituto procuratore Giuliano Mignini, ed effettuate attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, con il supporto del dipartimento di polizia postale. Il dirigente della Digos ha affermato come le verifiche sui documenti sequestrati proseguano per verificare il livello di coinvolgimento degli altri stranieri e le finalita’ del percorso addestrativo che stavano compiendo. (AGI) Cli/Pg