P.A.: SMI,IN 2 SETTIMANE INVIATI SOLO 2 CERTIFICATI MEDICI ONLINE

(AGI) – Roma, 28 apr. – In due settimane sono “solo” due i certificati medici inviati online all’Inps. Ne’ da’ notizia Salvo Cali’, segretario generale dello Smi, spiegando che “continua la polemica con il ministro Renato Brunetta dopo le sue ultime affermazioni a ‘Porta a Porta’ dedicata al tema della posta certificata nelle amministrazioni pubbliche”. Per Cali’ sarebbe ora di fare chiarezza: “Sgomberiamo intanto il campo da un’affermazione del ministro Brunetta che ci accusa di essere ‘molto minoritari’”, ha dichiarato Cali’ in una nota, “per essere precisi, lo Smi rappresenta il 12 per cento dei medici di medicina generale a livello nazionale, sarebbe come dire che la Lega Nord e’ ‘molto minoritaria’”. E aggiunge: “Siamo alla matematica creativa, come abbiamo gia’ visto con la fantasiosa quantificazione dell’indennita’ informatica per i medici: prima hanno parlato di nove euro a paziente, poi hanno detto sei euro. La realta’ e’ un’altra: le cifre sono di gran lunga inferiori. Su tutto cio’ attendiamo ancora una ‘cortese’ correzione da parte del ministero”. Ad ogni modo, ha aggiunto il segretario generale Smi, “vorremmo informare il ministro che l’area critica su questa questione supera il 30% se si tiene conto solo dei medici sindacalizzati, ma il disagio e’ ben piu’ ampio. A ‘Porta a Porta’ purtroppo si e’ persa un’altra buona occasione per ascoltare seriamente la categoria, ma il dato piu’ grave emerso e’ la scarsa conoscenza della realta’. Scopriamo, per esempio, dallo stesso presidente dell’Inps che in due settimane sono solo due i certificati inviati online a questo ente. Non solo, nel corso del programma il ministro ha continuato a omettere che il nostro Paese non ha ancora una rete informatica efficiente, capace di reggere questo traffico di informazioni. Per chiarire: se un medico perde dieci minuti per inviare un certificato perche’ in quella localita’ non c’e’ una connessione rapida, abbiamo solo prodotto un ingolfamento del sistema. Per non parlare dell’ulteriore burocratizzazione del lavoro medico, cioe’ il tempo sottratto alla cura e all’ascolto del paziente”. Cali’ ha concluso con l’invito al ministro “ancora una volta, ad aprire un confronto senza compiacenze, affinche’ si possa concorrere costruttivamente al processo di innovazione tecnologica della sanita’ pubblica italiana. Attendiamo risposte concrete e non ulteriori spunti polemici”. (AGI) Com/Gav