TUMORI: DA UDINE NUOVO DISPOSITIVO PER TERAPIE ANTITUMORALI
(AGI) - Udine, 18 mar. - ‘Un risultato - afferma Gasparetto - che conferma l’eccellente livello della ricerca scientifica svolta dal gruppo di Meccatronica dell’ateneo nei suoi laboratori dislocati sia nella sede di Udine che in quella di Pordenone’. Al progetto ha collaborato anche il Gruppo di ricerca in Meccatronica dell?Universita’ di Padova, coordinato dal professor Aldo Rossi. Le operazioni di neurochirurgia richiedono elevatissime precisioni di posizionamento e sono considerate il settore ideale per l?applicazione della robotica nel campo chirurgico. ‘Precisione e ripetibilita’ di un robot ? spiega Alessandro Gasparetto ? sono notevolmente superiori a quanto mai potrebbe realizzare il piu’ bravo ed esperto dei chirurghi’. Tuttavia il robot non e’ in grado di rispondere in modo immediato e autonomo a eventi pericolosi e inattesi. ‘Di conseguenza - chiarisce l’ingegner Vanni Zanotto - non e’ possibile demandare al robot l’intera procedura chirurgica e quindi generalmente si adotta un approccio chiamato ‘master-slave’, cioe’ ‘padrone-schiavo”. Il chirurgo agisce su un opportuno dispositivo, il master, per imporre i movimenti al robot, lo slave, che compie l’operazione. ‘In questo modo - spiega Zanotto - la precisione di posizionamento e’ realizzata tramite il robot, ma la decisione delle operazioni rimane di competenza del chirurgo’. Nel caso del dispositivo realizzato all’Universita’ di Udine, il movimento della sonda all’interno della cavita’ cranica e’ determinato dal chirurgo che opera nel master. ‘Il chirurgo - specifica Zanotto - e’ comunque in grado di sentire in ogni momento le forze d’interazione tra la sonda e i tessuti cerebrali e agire di conseguenza. Inoltre, per migliorare la precisione dell’operazione, un ambiente virtuale serve da guida durante ogni fase dell’intervento’. (AGI) Cli/Ts/Bru