GARLASCO: 13/8/07 INIZIA IL GIALLO, HO TROVATO UNA PERSONA UCCISA
(AGI) - Vigevano, 16 mar. - Quattro giorni dopo, il gip Giulia Pravon scarcera Stasi, non ci sono prove sulla sua colpevolezza, solo suggestioni accusatorie. “Fine di un incubo”, commenta lui. Muscio continua a indagare, il 9 ottobre chiude l’inchiesta e il 3 novembre chiede il rinvio a giudizio. Alla fine di dicembre la Procura iscrive il ragazzo nel registro degli indagati per una nuova ipotesi di reato, detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Nel suo pc ci sarebbero decine di file a sfondo sessuale che riguardano minori. La prima buona notizia per Alberto dopo tanto tempo arriva il 27 marzo, quando si laurea con lode e una tesi dedicata alla fidanzata. Il 23 febbraio comincia l’udienza preliminare e pochi giorni dopo gli avvocati del ragazzo chiedono che venga giudicato col rito abbreviato. Il professore, Angelo Giarda ripete: “Questo ragazzo e’ innocente, altrimenti non lo difenderei”. Il 9 aprile i pm Rosa Muscio e Claudio Michelucci chiedono la condanna a 30 anni. “Colpevole al di la’ di ogni ragionevole dubbio - dicono - ha ucciso per una lite avvenuta la sera precedente”. “Non ci sono arma, movente, solo indizi discordanti, ho paura di una giustizia penale che costruisce prima i colpevoli e poi le prove”, ribatte Giarda. Il 30 aprile il gup Stefano Vitelli si ritira in camera di consiglio e ne esce con una decisione a sorpresa: niente sentenza, ma un’ordinanza con cui dispone 4 nuove perizie sui punti oscuri dell’inchiesta, partendo dal presupposto che le indagini sono state “lacunose”. Il 25 ottobre riparte il processo, con la sensazione che la scienza non abbia reso piu’ limpido l’intrigo, anche se la perizia informatica conferma la versione di Alberto. Ha lavorato davvero alla tesi dalle 9 e 36 alle 13 e 20. Poi, tutto come da copione: i pm richiedono 30 anni, “senza attenuanti” e l’avvocato Giuseppe Colli invoca l’assoluzione. La parte civile chiede 10 milioni per risarcire i Poggi. E alla fine sara’ assoluzione peerche’ “la prova manca, e’ insufficiente o contraddittoria”. (AGI) Cli/Car