SANITA’: PISA, FUTURO ROBOTICA PASSA ATTRAVERSO ‘MANI’ MECCANICHE
(AGI) - Pisa, 15 mar. - I robot del futuro saranno piu’ evoluti grazie alle loro mani. Cosi’ come l’evoluzione dell’intelligenza umana ha avuto come sua condizione lo sviluppo della mano come organo di manipolazione e conoscenza del mondo, allo stesso modo lo sviluppo di mani meccaniche simili, nella struttura e nelle funzioni, alle mani umane potrebbe costituire un passo avanti decisivo nell’evoluzione di una “intelligenza artificiale”. Venerdi’ 19 e sabato 20 marzo 2010, alla facolta’ di Ingegneria dell’Universita’ di Pisa, un convegno internazionale lancera’ il progetto “The Hand Embodied” - “Il corpo della mano” - che esplorera’ il nesso inscindibile tra la struttura fisica e morfologica della mano umana e le caratteristiche cognitive superiori che l’avere proprio questa mano ha forgiato nella nostra mente. Coordinatore del progetto e organizzatore del convegno e’ il Centro di Ricerca “Enrico Piaggio” dell’Ateneo pisano. “Quando immaginiamo il robot del futuro - commenta Antonio Bicchi, direttore del Centro ‘Piaggio’ - non dobbiamo limitarci a pensarlo come una copia dell’uomo. Se vogliamo capire come un robot potra’ un giorno diventare intelligente e abile, dobbiamo prima capire come la nostra stessa intelligenza e’ legata alle abilita’ della nostra mano. Un legame che ha determinato il nostro modo di conoscere il mondo, organizzandone la complessita’ attraverso la struttura e le stesse limitazioni che ‘il corpo’ della mano incarna e ci impone. I filosofi d’altronde lo hanno pensato sin dall’inizio, con Anassagora che sosteneva che l’uomo era il piu’ intelligente degli animali perche’ ha le mani, fino a Bergson che antepone l’homo faber al sapiens. La mano umana e’ molto ricca e complessa nella sua meccanica e nella sua dotazione di sensori. Il nostro cervello puo’ usarla come organo di senso e controllarla solo grazie a delle strutture che limitano e organizzano questa complessita’: le sinergie. Come i bambini, che imparano a usare le sinergie elementari della mano per le prime prese e poi gradualmente le arricchiscono fino alle manipolazioni piu’ destre, cosi’ le mani dei robot del futuro diventeranno gradualmente piu’ abili incorporando sinergie sensomotorie via via piu’ sofisticate”. La principale innovazione del progetto consiste nel lavoro interdisciplinare tra neuroscienziati e ingegneri per lo sviluppo di concetti e tecnologia per la prossima generazione di mani artificiali, con architetture piu’ semplici e adattabili, in grado di muoversi e interagire con l’uomo in modo naturale e adattando di continuo e velocemente il loro comportamento a seconda dell’ambiente. “L’adattabilita’ e’ una caratteristica molto importante nell’uso di mani artificiali nel campo della robotica, che potra’ avere applicazioni importanti anche nella riabilitazione - conclude Bicchi - fino alla creazione di protesi avanzate, in grado di interfacciarsi in modo finalmente efficace con il sistema nervoso centrale”. (AGI) Sep