UNIONCAMERE:MOVIMPRESE, BILANCIO IN EQUILIBRIO PRIMO TRIMESTRE
(AGI) - Roma, 28 apr - Con riferimento alle grandi circoscrizioni territoriali, il dato piu’ rilevante del primo trimestre dell’anno e’ la polarizzazione della crescita tra Mezzogiorno e Centro che chiudono il periodo con il segno positivo (rispettivamente 2.327 e 630 imprese in piu’). Al Nord-Est (-2.590 imprese) va la palma della crescita meno brillante del periodo (-0,21%), mentre piu’ contenuto appare il deficit fatto registrare dal Nord-Ovest (544 unita’ in meno, pari ad una riduzione dello stock di -0,03 punti percentuali).
A livello regionale, il risultato del Mezzogiorno e’ dovuto alla buona performance della Calabria (0,79%), della Campania e della Sardegna (0,22%). Nel complesso, si puo’ osservare come la crescita del Sud, pur sempre determinata in ultima analisi dalle nuove iscrizioni (41.503, pari al 30% del totale nazionale), appaia relativamente “tirata” dal piu’ contenuto flusso delle cessazioni rispetto alle altre aree (al Sud il rapporto tra chiusure e stock di imprese esistenti e’ stato dell’1,94% mentre al Nord-Est il rapporto ha toccato il 2,52%); un dato, questo del Mezzogiorno, probabilmente dovuto a minori aspettative circa il rendimento atteso dalle attivita’ economiche, combinate con un minor spazio per soluzioni lavorative alternative all’impresa.
Il settore immobiliare continua ad essere il settore che piu’ contribuisce all’espansione della base imprenditoriale italiana. Insieme, il settore industriale delle Costruzioni (+3.871 imprese nel periodo) e il settore commerciale e di servizio costituito dalle Attivita’ immobiliari (+4.195 unita’), realizzano un saldo pari 8.066 imprese. In termini assoluti il terzo saldo in ordine di grandezza e’ quello delle Altre attivita’ professionali e imprenditoriali (in cui buona parte e’ costituita dai servizi di consulenza professionale), pari a 1.139 unita’. Seguono i settori Alberghi e ristoranti (537 unita’), le Industrie alimentari (528 unita’), Poste e telecomunicazioni (346 unita’), Sanita’ e altri servizi sociali (210 unita’) e Informatica (130 unita’). I saldi negativi piu’ consistenti si registrano soprattutto nei tre grandi settori economici tradizionali: Agricoltura (-8.464 unita’), Commercio (-6.442 unita’, di cui 3.342 nel commercio al dettaglio e 2.521 in quello all’ingrosso) e Attivita’ manifatturiere (-3.545 unita’). In questo particolare comparto si segnalano i bilanci negativi dell’Industria del legno (-754 imprese) e dell’Industria tessile (-670 unita’).(AGI)
Red (Segue)