GARLASCO: “HO TROVATO UNA PERSONA UCCISA”, E INIZIO’ IL GIALLO
(AGI) - Vigevano, (Pv), 17 dic. - Alla fine di dicembre la Procura iscrive il ragazzo nel registro degli indagati per una nuova ipotesi di reato, detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Nel suo pc ci sarebbero decine di file a sfondo sessuale che riguardano minori. La prima buona notizia per Alberto dopo tanto tempo arriva il 27 marzo, quando si laurea con lode e una tesi dedicata alla fidanzata. Il 23 febbraio comincia l’udienza preliminare e pochi giorni dopo gli avvocati del ragazzo chiedono che venga giudicato col rito abbreviato. Il professore, Angelo Giarda: un re del Foro milanese, giurista stimatissimo, cattolico praticante, a chi e’ in confidenza con lui ripete: “Questo ragazzo e’ innocente, altrimenti non lo difenderei”. Il 9 aprile i pm Rosa Muscio e Claudio Michelucci chiedono la condanna a 30 anni per Stasi. “Colpevole al di la’ di ogni ragionevole dubbio - dicono - ha ucciso per una lite avvenuta la sera precedente”. “Non ci sono arma, movente, solo indizi discordanti, ho paura di una giustizia penale che costruisce prima i colpevoli e poi le prove”, ribatte Giarda. Il 30 aprile il gup si ritira in camera di consiglio e ne esce con una decisione a sorpresa: niente sentenza, ma un’ordinanza con cui dispone 4 nuove perizie sui punti oscuri dell’inchiesta, partendo dal presupposto che le indagini sono state “lacunose”. Stefano Vitelli, il giudice: giovane, scrupoloso, ottimi rapporti con la stampa, “non faccio il passacarte”, puntualizza, e infatti fa riaprire l’inchiesta chiamando alla sua corte numerosi esperti. Il 25 ottobre riparte il processo, con la sensazione che la scienza non abbia reso piu’ limpido l’intrigo, anche se la perizia informatica conferma la versione di Alberto. Ha lavorato davvero alla tesi dalle 9 e 36 alle 13 e 20. Poi, tutto come da copione: i pm richiedono 30 anni, anche se a sorpresa Muscio cambia l’ora della morte, posticipandola; Giarda e l’avvocato Giuseppe Colli invocano l’assoluzione. La parte civile chiede 10 milioni per risarcire il dolore senza fine dei Poggi. (AGI) Cli/Car