FRODI INFORMATICHE: GDF BOLOGNA,10 ARRESTI E 60 PERQUISIZIONI
(AGI) ? Bologna, 24 nov. ? L?organizzazione criminale, attraverso la manomissione di slot machine e video poker, riusciva a mascherare i proventi del gioco e, secondo una prima stima, gli investigatori calcolano un?evasione al fisco pari a diversi milioni di euro. Parte degli illeciti proventi, inoltre, veniva riciclata all?estero. L?associazione era capeggiata da tre bolognesi sottoposti ad ordinanze cautelari in carcere: Maurizio Maselli, 62 anni, il figlio Gianluca di 31 anni e Gino Corticelli, 50 anni. Tra gli altri sette componenti dell?organizzazione (agli arresti domiciliari) figurano un tecnico elettronico addetto alla progettazione dei sistemi informatici illegali, alcuni incaricati al recupero delle somme e tre imprenditori le cui società di apparecchi elettronici fungevano da copertura. Denunciati a piede libero anche 31 gestori di esercizi pubblici nelle province di Bologna, Modena e Ferrara. I reati contestati dagli inquirenti sono: associazione per delinquere finalizzata alle truffe informatiche aggravate ai danni dell?erario; accesso abusivo a sistemi informatici; violazione di sigilli. Si è infatti scoperto che, alcuni componenti dell?organizzazione, per risultare ?puliti? forzavano i sigilli delle macchine sottoposte a sequestro in modo da sostituire le schede manomesse con quelle legali. Coinvolto nell?indagine, partita nell?ottobre del 2008, anche un sottoufficiale della Guardia di Finanza di Vignola che dovrà rispondere del reato di corruzione poiché, secondo l?accusa, aveva anticipato ad alcuni indagati attività di controllo programmate dagli investigatori, nella provincia di Modena. La truffa consisteva nell?alterazione degli apparecchi elettronici da gioco attraverso l?interposizione di una apparecchiatura elettronica tra la scheda di gioco originale (omologata dalla amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato) ed il connettore che veicola i dati di gioco al monopolio: in questo modo le slot machine tradizionali, quelle cioè che distribuiscono premi in denaro, risultavano avere una quantità minore di giocate rispetto a quelle reali con un conseguente risparmio di tasse da versare. Ma la vera truffa all?erario ? hanno spiegato le Fiamme Gialle ? era rappresentata dalla manomissione di quegli apparecchi che per legge non possono erogare soldi e sono basati solamente sulle abilità mentali o strategiche del giocatore (ad esempio i classici video giochi come ?pack man? o ?space invaders?). Questo tipo di macchine veniva dotato di una scheda di gioco aggiuntiva, attivabile attraverso un telecomando a distanza che riproduce la slot machine così da eludere completamente i controlli. I Maselli (padre e figlio ?promotori? dell?associazione criminale) sono risultati già coinvolti in una precedente indagine condotta dalla dda della procura di Bologna e dalla questura di Modena (operazione ?Medusa? conclusa nel marzo scorso) dove figurano tra gli indagati soggetti affiliati al clan dei casalesi: in pratica fornivano apparecchi da gioco a bische gestite da persone collegate alla camorra. In ogni caso ? hanno tenuto a precisare gli inquirenti ? nessun personaggio coinvolto nella presente indagine è risultato avere rapporti con la criminalità organizzata. L?associazione criminale poteva contare su grandi quantità di soldi. Lo dimostra il tentativo, da parte di un indagato, di sottrarre all?organizzazione stessa una somma pari a 300 mila euro. Gli sviluppi di questo episodio hanno portato, lo scorso giugno, all?arresto di Gianluca Maselli, trovato in possesso di un?arma illegale (procurata dal Corticelli) che, probabilmente doveva essere usata per intimidire o vendicarsi della perdita dei 300 mila euro subita da parte di un affiliato. (AGI) Mir