CRISI: ASSINFORM, IN 2009 IT ITALIANA -5,9%, SERVONO INCENTIVI
(AGI) - Milano, 24 giu. - “Ci aspettiamo - prosegue Lucarelli - che il Governo vari il ‘Progetto informatica’ nell’ambito di Industria 2015, cosi’ come annunciato a inizio legislatura dal ministro Claudio Scajola. Se per affrontare l’emergenza dettata dalla crisi dei mercati mondiali e’ stato necessario mettere in campo misure robuste per sostenere settori tradizionali come l’auto e il tessile - aggiunge - ora per fare imboccare all’economia italiana la via della crescita diventano indispensabili interventi, altrettanto robusti se pur di natura diversa, a sostegno dei settori innovativi”. Il settore It italiano - spiega il rapporto - e’ composto oggi per il 92,4% da attivita’ di software, contro il 3,2% di hardware e il 4% di assistenza tecnica. Il piccolo nucleo di 40 medie imprese italiane che producono hardware si colloca pero’ al primo posto in Europa, con un fatturato pari a oltre 1,5 miliardi nel 2006; le 640 medie e grandi imprese che si occupano di software e servizi, invece, sono al quarto posto nel continente. I due grandi poli sono da un lato Milano e la Lombardia, dall’altro Roma e il Lazio: insieme raccolgono il 38,5% delle imprese e il 42% degli addetti, ma e’ Roma a presentare gli insediamenti produttivi piu’ grandi. Il settore ha registrato una crescita costante tra il 2006 e il 2008, con il numero di imprese aumentato del 2,1% nel 2008 e del 2,2% nel 2007; oltre 36.400 le aziende nel nord-ovest, 25.239 delle quali in Lombardia, contro le 22.826 del centro Italia e le 21.737 del nord-est. Tra i punti di criticita’ del settore, il rapporto sottolinea l’estrema frammentazione: l’It italiana e’ composta per il 94% da piccole imprese, cui consegue una scarsa internazionalizzazione, pochi investimenti in innovazione (l’Italia si colloca sotto la media europea) e il deficit della bilancia commerciale, che nel 2008 ha registrato un saldo negativo pari a circa 5,1 miliardi di euro. (AGI)
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