UE: AUTOSTRADE INFORMATICHE NOTARIATI AL SERVIZIO DELL’EUROPA

(AGI) - Roma, 25 mar. - Dopo l’Europa economica serve un vero spazio giuridico comune. Cosi’ il Consiglio dei Notariati europei (Cnue), che rappresenta circa 40mila notai di 21 Paesi Ue, e’ al lavoro con una serie di iniziative per collegare, attraverso le nuove tecnologie, i notai di tutta Europa affinche’ si possano risolvere le questioni dei cittadini Ue in caso di successioni, matrimoni, separazioni o divorzi transnazionali.

Per consentire una piu’ veloce circolazione dei diritti collegati, lo scorso dicembre il Parlamento europeo approvo’ un progetto (relazione Medina) che auspica la libera circolazione in Ue dell’atto autentico notarile.

Per le reti informatiche sono in fase di sperimentazione la piattaforma informatica Ivtf (International Verification Task Force), con sede in Italia, che permette la circolazione e lo scambio a livello internazionale dei documenti notarili in forma elettronica; la Rete europea dei Registri testamentari (Rert) che permette un’interconnessione dei registri testamentari nazionali dei diversi stati membri e la Rete notarile europea (Rne), un network che collega in tempo reale i notai.

Sono ormai 8 milioni gli europei che vivono in un Paese diverso da quello di origine. Ogni anno si celebrano 350mila matrimoni tra appartenenti a Stati diversi e i divorzi ‘transnazionali’ hanno raggiunto quota 170mila (il 20 per cento dei divorzi che si registrano in Europa). Circa 2,5 milioni di immobili appartengono a persone che vivono in Paesi diversi da quello in cui i beni si trovano e le successioni internazionali ammontano a 450mila per un controvalore complessivo annuo dei beni che passano di mano pari a 123 miliardi di euro. “Non possiamo piu’ permettere”, ha commentato nei giorni scorsi Jacques Barrot, commissario Ue alla Giustizia, Liberta’ e Sicurezza, “che tutte queste situazioni siano ancora regolate in modo frammentario. Dopo l’Europa economica serve un vero spazio giuridico comune”.

L’Europa del diritto sara’ oggetto del ‘programma di Stoccolma’ 2010-2014, che a maggio sara’ presentato da Barrot e dal primo luglio 2009 sara’ gestito dalla presidenza svedese. (AGI)

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