SENEGALESE PICCHIATO: UDIENZA GUP PER DI MAGGIO E 5 VIGILI

(AGI) - Roma, 18 giu. - Dovranno comparire, il prossimo 20 marzo, davanti al gup Sandro Di Lorenzo per rispondere di lesioni personali, ingiuria, violazione di domicilio e danneggiamento, in concorso e con l’aggravante dell’abuso di potere per essersi introdotti con la forza nell’abitazione di un gruppo di senegalesi nell’ambito di un’operazione contro la pirateria informatica e il traffico di cd contraffatti. Prosciolti il 20 dicembre 2007, l’ex comandante dell’ottavo gruppo della polizia municipale di Roma, Antonio Di Maggio, e altri cinque vigili (Roberto Pregagnoli, Nello Cesarini, Sergio Ierace, Aldo Mulas e Sandro Mancini) rischiano ancora di finire sotto processo. La vicenda e’ stata riaperta sette mesi fa dalla Cassazione che, accogliendo il ricorso della parte offesa, ha annullato la sentenza di ‘non luogo a procedere’ del gup Maria Teresa Covatta. Sotto accusa un blitz del 4 marzo del 2005, quando Di Maggio (attuale capo dell’ufficio antiabusivismo del Comune di Roma) e i suoi uomini si introdussero in un appartamento di via Pietro Paolo Vergerio, dove abitavano diversi cittadini senegalesi. In quell’occasione - secondo gli avvocati Enrico Liberati e Luca Milani, legali di parte offesa - sarebbe stato colpito con pugni e schiaffi in volto e sul corpo il 36enne Khoudia Abdou Guye, venditore ambulante con licenza e con regolare permesso di soggiorno in Italia. Guye, pure raggiunto agli occhi da una sostanza irritante e costretto a ricorrere al pronto soccorso dove gli venivano diagnosticate ferite giudicate guaribili in tre giorni, sarebbe stato insultato, offeso e invitato al silenzio dai poliziotti ai quali aveva chiesto le ragioni della violenta irruzione. Per ben due volte, il pm Maria Cristina Palaia aveva chiesto l’archiviazione del procedimento ma era stata invitata dal gip Bruno Azzolini a formulare l’imputazione coatta contro gli agenti dopo le insistite opposizioni alla richiesta di archiviazione della parte offesa. Poi e’ arrivato il provvedimento del giudice Covatta, annullato dalla Suprema Corte. In primavera l’ennesima puntata.(AGI)

Cop