SANITA’: PIEMONTE, AL VIA LE “CASE DELLA SALUTE”
(AGI) - Torino, 17 nov - Diventa operativo il progetto di realizzazione sul territorio regionale piemontese del sistema delle case della salute e dei gruppi di cure primarie previsto dal piano socio-sanitario 2007-2010. Dopo una prima fase di sperimentazione, che al momento ha portato all’avvio di 15 aspiranti gruppi di cure primarie e’ stato, infatti, firmato tra l’assessore regionale alla tutela della salute e sanita’, Eleonora Artesio, e le rappresentanze sindacali dei medici di medicina generale un accordo che fissa in maniera definitiva e condivisa i requisiti che dovranno avere queste nuove forme organizzative. “Caratteristica fondamentale del gruppo di cure primarie - spiega l’assessore Artesio - e’ quella di far convergere in un’unica struttura l’attivita’ dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, quella dei servizi a gestione diretta del distretto, degli specialisti ambulatoriali e delle professioni sanitarie, in un lavoro a rete e non piu’ gerarchico e frammentato, in grado di assicurare una maggiore continuita’ assistenziale ai cittadini”. A distinguere il gruppo di cure primarie sara’ quindi innanzitutto il fatto di riunire piu’ professionisti in una sede comune, centro di riferimento dell’assistenza territoriale. L’apertura sara’ almeno di otto ore per cinque giorni la settimana, salvo deroghe. Ogni gruppo di cure primarie dovra’ contare su un numero minimo di quattro medici, che potranno essere quattro medici di famiglia oppure tre medici di famiglia e un pediatra di libera scelta, al servizio di un bacino di utenza tra i 5.000 e i 15.000 abitanti. All’interno e’ inoltre prevista la presenza di un collaboratore di studio per le pratiche di tipo amministrativo e di personale infermieristico che svolga le funzioni di assistenza nella struttura e a domicilio, in collaborazione con il servizio infermieristico domiciliare e quello amministrativo del distretto. In piu’, potranno esservi ospitate attivita’ dei servizi sociali ed operarvi medici specialisti, in regime di convenzione con il sistema sanitario regionale oppure ospedalieri. I gruppi di cure primarie, infine, saranno considerati come un punto della rete dell’Asl del territorio di appartenenza, e quindi dotati di strumenti informatici per eseguire pratiche amministrative come le prenotazioni, o sanitarie (telemedicina, trasmissione informatica dei referti, collegamento con l’ospedale di riferimento). L’adesione dei medici di famiglia a questa nuova forma organizzativa di lavoro verra’ finanziata dalle aziende sanitarie di riferimento attraverso incentivi di diversa natura, da quelli diretti (provenienti da fondi regionali e nazionali) a quelli indiretti, come la messa a disposizione di personale, locali e tecnologie.(AGI)
Chc