GEORGIA: PRIMA CHE SUL CAMPO LA GUERRA E’ INIZIATA SUL WEB

(AGI) - Tbilisi, 11 ago. - Molti server della rete informatica georgiana hanno subito attacchi telematici fino a poco prima dell’inizio delle operazioni militari russe nella regione separatista dell’Ossezia del Sud. Mentre il sito ufficiale del presidente georgiano Mikhail Saakashvili e’ tornato in funzione solo da qualche ora dopo essere stato bloccato completamente da martedi’, i siti del ministero degli Affari Esteri e della Difesa della nazione caucasica sono ancora sotto l’attacco di hackers. Il governo di Tbilisi ha collegato queste incursioni informatiche alla risposta armata della Russia nel conflitto dell’Ossezia e in un comunicato diffuso da un blog di Google, dove si e’ momentaneamente trasferito il sito del ministero degli Esteri georgiano, i responsabili del dicastero hanno ammesso che “una campagna di guerra cibernetica portata avanti dalla Russia sta disturbando parecchi siti web del nostro Paese incluso quello del ministero degli Esteri”.

Lo scorso 31 luglio il Washington Times aveva raccontato dei primi attacchi informatici al sito del presidente Saakashvili, che subito aveva puntato il dito contro Mosca. Dopo i controlli, l’istituto di ricerca americano U.S. Cert, che lavora per il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti, aveva riscontrato un Ddos nel server del sito di Saakashvili. In gergo un Ddos (distributed denial-of-service attack) consiste nell’affollamento del service colpito con messaggi falsi collegati a computer infettati da virus di ogni tipo. La grande somma di messaggi in arrivo blocca il server colpito anche per i messaggi in uscita. Nell’aprile del 2007 era stata la Estonia a subire dei cyber-attacchi da parte di quelli che furono definiti degli hacker al soldo del governo russo. I siti web estoni di partiti politici, banche, giornali, e ministeri furono attaccati e isolati per circa tre settimane da quando a Tallin si era deciso di abbattere il monumento bronzeo dei caduti sovietici nella seconda guerra mondiale. Gli analisti hanno accusato della responsabilita’ di quegli attacchi e degli utimi in Georgia al network di criminali hackers russi, Rbn, Russian Businesss Network. Come spiega l’esperto informatico Jart Armin i servers da cui sono partiti gli attacchi sono notoriamente sotto il controllo del Rbn, che a sua volta e’ fortemente influenzato dal governo russo. Sempre Armin avverte tutti i cybernauti: fate attenzione ai siti georgini che non ricevono aggiornamenti e notizie da molto, potrebbero essere pericolosi”. (AGI)

Red/Uba