SANITA’: FUSIONE DELLE IMMAGINI IL FUTURO DELLA RADIOLOGIA
(AGI) - Roma, 19 giu. - Un nuovo sistema digitale che integra i risultati delle piu’ avanzate tecniche di imaging in grado di costruire - in tempo reale - modelli bi o tridimensionali delle strutture anatomiche e identificare patologie complesse e’ oggi operativo a Catania. Si e’ conclusa positivamente la sperimentazione nell’unita’ operativa di diagnostica per immagini dell’ospedale catanese Vittorio Emanuele, del Sistema digitale DIMAGO-med per l’integrazione delle immagini mediche provenienti da diversi esami diagnostici. Il sistema e’ frutto della collaborazione tra Infracom, il dipartimento di Matematica e Informatica dell’Universita’ di Catania e i radiologi dell’ospedale che hanno testato il sistema per garantirne l’affidabilita’. L’unita’ operativa diretta da Carmelo Privitera, Primario del Servizio di Radiologia dell’Ospedale Vittorio Emanuele di Catania, con l’introduzione dei PACS (Picture Archive Communication System) un innovativo sistema per la digitalizzazione delle immagini radiologiche ha acquisito di diritto un posto nell’eccellenza delle radiologie italiane. Il pieno utilizzo di immagini prodotte, oltre che con i raggi X, anche con gli ultrasuoni e i campi magnetici, rende le attrezzature di diagnostica per immagini, “uno strumento prezioso per il radiologo anche nella diagnosi precoce e rappresenta il biglietto da visita di un azienda ospedaliera”, afferma Privitera. “Con questa metodologia vogliamo migliorare l’efficienza nel nostro servizio di diagnostica e rendere piu’ fruibili le immagini che raccogliamo nelle diverse Unita’”. “In una struttura come la nostra - prosegue Privitera - l’introduzione di questi strumenti permette di utilizzare tutte le informazioni cliniche-diagnostiche del paziente raccolte in luoghi e momenti successivi e una maggiore tempestivita’ nella trasmissione delle informazioni tra i reparti di diagnosi e quelli di clinica, dove si decide la terapia. Non dimentichiamo inoltre la possibilita’ del teleconsulto o di utilizzare sistemi di sostegno alla diagnosi. Questa metodologia dovrebbe quindi consentirci di accrescere l’accuratezza della diagnosi, ma anche fornire un sostegno all’attivita’ terapeutica, grazie alla disponibilita’ immediata per il terapeuta di tutta la documentazione del paziente”. (AGI)
Pgi