RPT-”007 PRIVATI”: L’AQUILA, CIFARELLI NON RISPONDE AI GIUDICI

(AGI) - L’Aquila, 16 mag. - Si e’ avvalso della facolta’ di non rispondere, Roberto Cifarelli di 53 anni di Roma, arrestato all’Aquila, nell’ambito dell’operazione denominata ‘Alligatore’ portata a termine dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma, a conclusione di una prima indagine disposta dal procuratore aggiunto Franco Ionta e dal pubblico ministero Pietro Saviotti della Procura di Roma. Cifarelli, inseime ad altre 16 persone sono accusati di accesso abusivo in sistemi informatici, installazione illecita di apparati di intercettazione, captazione abusiva di conversazioni e trattamento illecito di dati personali. Oltre a Cifarelli, titolare di un’agenzia di investigazioni privata a Roma e a L’Aquila, sono coinvolte altri sette titolari di altrettante agenzie di investigazioni, insieme a tre tecnici esperti di intercettazioni, tre appartenenti alle forze dell’ordine e un funzionario dell’Agenzia delle Entrate. Cifarelli resta dunque in carcere. Nel corso della perquisizione fatta dagli inquirenti nel suo ufficio, e’ stato portato via un computer e diversa documentazione. L’indagine ha preso l’avvio in maniera singolare sei anni fa. Un automobilista aveva affidato la sua automobile ad un elettrauto poiche’ la batteria andava spesso in ’tilt’. Attraverso un controllo e’ emerso che la batteria alimentava, non solo i circuiti dell’auto, ma anche un’apparecchiatura di spionaggio che assorbiva l’energia per consentire a chi l’aveva collocata di seguire passo passo i movimenti dell’automobilista. Nel corso dell’indagine e’ emerso che le conversazioni venivano captate attraverso le installazioni di microspie ed altre apparecchiature, come telefoni cellulari modificati, collocati in abitazioni, autovetture e in luoghi di lavoro. Ed anche attraverso l’uso di telecamere nascoste. Per ogni tabulato intercettato (sotto controllo erano anche la banca dati delle forze di polizia, l’anagrafe tributaria e le banche di societa’ di telefonia) chi si era rivolto agli investigatori pagava da 150 a 600 euro. (AGI)

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