LAZIOGATE: TESTE PM, DOPO RIUNIONE MACERI CONFESSO’ ILLECITO

(AGI) - Roma, 14 mag. - Ma su chi prese parte a quella riunione, conclusasi improvvisamente con la confessione (anche cartacea) di Maceri, resta ancora un mistero: neppure l’audizione di Bianchini (per il quale quel giorno era presente anche l’ex assessore Bruno Prestagiovanni, da cui dipendeva Laziomatica) e’ servita a chiarire i dubbi tanto che il pm Giovanni Di Leo ha chiesto al tribunale di trasmettere gli atti al suo ufficio ritenendo la deposizione del teste “illogica e contraddittoria”. Il 9 giugno Bianchini verra’ messo a confronto con la Poggiani. Dal dibattimento e’ emerso anche la sera dell’incursione informatica Maceri avrebbe chiesto a un’altra impiegata (l’analista Rossella Pastura) la password per accedere al Comune: lei, pero’, era fuori ufficio, gli rispose che non la ricordava e gli suggeri’ il nome di un altro collega (Daniele Caliciotti, imputato, e all’epoca capo dei sistemisti di Maceri) che forse poteva averla. In aula e’ stato sentito anche Bernardino Meloni, consulente dell’azienda, all’epoca indagato dalla procura perche’ risultava che il blitz illecito fosse avvenuto, benche’ a sua insaputa, con l’uso della sua parola chiave: “La sera della denuncia del Comune - ha detto Meloni - rimasi in ufficio con Bianchini, Maceri e Caliciotti per cercare di capire che cosa fosse successo. Quando si seppe dell’ammissione di Maceri, chiesi conto a Caliciotti e lui mi disse che personalmente non aveva fatto alcun accesso illecito all’anagrafe del Comune”. (AGI)

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