STRAGE ERBA: PARTI CIVILI, ALTRI PUNTI PER L’ACCUSA

(AGI) - Como, 26 mar. - L’udienza di oggi del processo per la strage di Erba in corso in Corte d’Assise a Como ha “dispensato ulteriori punti per l’accusa”, sostengono gli avvocati delle parti civili. In particolare Roberto Tropenscovino, che assiste Azouz Marzouk: “Tutti abbiamo le orecchie per sentire e abbiamo sentito quello che ci aspettavamo. I testimoni portati oggi dalla difesa dei coniugi Romano non hanno spostato di una virgola, con le loro dichiarazioni, le ricostruzioni delle indagini”. Anche l’avvocato Manuel Gabrielli, che assiste Mario Frigerio, si trova in sintonia con il collega aggiungendo che, a suo veduta, “la difesa e’ sempre piu’ debole e se le ‘carte vincenti’ sono quelle presentate oggi sono ben disposto a dargliene un mazzo intero”. Critico Gabrielli nei confronti di Nello Balossino, docente di Lavorazione dell’immagine alla facolta’ di Informatica dell’Universita’ di Torino, che ha illustrato il suo identikit ‘alternativo’ del killer: “Mi chiedo come una persona capace ed esperta come lui non si sia preso la briga di parlare con il testimone per avere dettagli utili al suo identikit che egli stesso ha poi definito ‘carta straccia’ a fronte di un riconoscimento diretto”. L’esperto precisa, a proposito, di non averlo fatto “anche perche’ nessuno me lo aveva chiesto” e aggiuge che “non c’e’ completa compatibilita’ tra il volto di Olindo Romano e quello da me ricostruito per conto della difesa sulla base delle indicazioni di Frigerio”. L’udienza di oggi non ha conosciuto particolari scossoni o sorprese se non quelle portate dalla psicologa del carcere Graziella Mercanti che, fra l’altro, ha parlato di “una sorta di patto suicidiario fatto fra Olindo Romano e Rosa Bazzi qualora, in caso di condanna, venissero separati”. La testimone ha anche spiegato che “in piu’ di una occasione Rosa mi ha riferito fatti ai margini dell’inverosimile, con passaggi poco aderenti alle esigenze del piano della realta’” e, rispondendo a specifica domanda dell’avvocato difensore Enzo Pacia si e’ detta convinta che “un accertamento diagnostico piu’ approfondito sarebbe utile”. Ulteriore spunto, dunque, per la difesa, per arrivare a chiedere una perizia psichiatrica soprattutto per Rosa Bazzi. La psicologa durante i sui circa venti incontri con gli imputati ha notato che “spesso Rosa batteva i polsi sulla scrivania e si feriva” e che, inoltre “in diverse occasioni mi ha detto che la sua esistenza era finita senza il marito”. Dal canto suo l’ex direttrice del ‘Bassone’, Francesca Fabrizi in Gabrielli, ha spiegato che “Raffaella Castagna venne da me nell’autunno 2005 raccontandomi di essere stata minacciata. Mi limitai a girare la segnalazione ai carabinieri”. Era il periodo in cui il marito Azouz Marzouk era detenuto per droga e in cui ebbe delle liti con altri due pregiudicati. (AGI)

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