CINA: MODELLO INDUSTRIALE PMI DA UNINDUSTIA-REGIONE E.ROMAGNA

(AGI) - Bologna, 20 dic. -Il consigliere delegato all’internazionalizzazione di Unindustria Bologna, Alberto Vacchi, e l’assessore alle Attivita’ Produttive della Regione Emilia Romagna, Duccio Campagnoli, hanno presentato al Ministro Giulio Santagata (che ha la delega agli investimenti cinesi in Italia) il progetto di un nuovo modello industriale a rete per la cooperazione tra Pmi italiane e cinesi. Il progetto, che partira’ operativamente nel corso del 2008, e’ frutto di una collaborazione tra Unindustria Bologna e l’Assessorato alle Attivita’ Produttive della Regione e si basa su due HUB (o Poli tecnologici) a Shanghai e Bologna, in relazione fra di loro. Il Ministro Santagata - informa un comunicato - ha espresso grande interesse per il modello presentato da Unindustria e Regione, modello che il Governo stesso intende adottare. “L’innovazione” - ha affermato il Ministro - “sta nel coinvolgimento di porzioni funzionali di distretti produttivi, in cui imprese leader e la rete delle piccole imprese della subfornitura si organizzano insieme per affrontare l’esperienza di una internazionalizzazione virtuosa verso la Cina. Non si tratta di una mera delocalizzazione ma di un primo tentativo di esportazione del modello dei nostri distretti industriali in Cina”. Vero elemento di novita’ dell’iniziativa (della quale la stessa IMA - l’importante gruppo industriale di cui Alberto Vacchi e’ presidente - e’ uno dei principali protagonisti) e’ infatti il modello a rete adottato per la gestione di produzione e procurement, che si configura come un Polo tecnologico o HUB costituito dall’azienda e dai suoi fornitori strategici. In pratica, l’azienda leader esternalizza la gestione degli approvvigionamenti ad altre imprese flessibili, con il vantaggio di non appesantire la struttura organizzativa interna. Al tempo stesso, il distretto della subfornitura si riposiziona in attivita’ gestionali, logistiche e tecniche di eccellenza, altamente spendibili in un panorama internazionale di decentramento produttivo. Il Polo tecnologico o HUB si configura cosi’ come un centro multi-funzionale e diventa l’interfaccia tra l’azienda e gli interlocutori esteri, dotato di un grande know how tecnico e di forte competenza gestionale, informatica e logistica. Il modello si estende, poi, attraverso la duplicazione della rete sul territorio cinese; ed offre un servizio strutturato e specifico alle esigenze di collaborazione industriale fra piccole e medie imprese dell’HUB locale e dell’HUB cinese. Un primo concreto esempio di applicazione viene dalla IMA stessa, che ha implementato un proprio HUB all’interno del polo tecnologico meccanico della Regione Emilia Romagna, nella regione dello Shandong. L’esperienza di IMA, che opera in Cina da anni, si basa sulla stretta collaborazione, di reale portata strategica, tra medie e piccole imprese locali e cinesi, con effetti positivi sulla conservazione delle caratteristiche dei nostri distretti e sulla valorizzazione delle eccellenze del nostro territorio, consentendo altresi’ di realizzare efficienze in termini di gestione e di costi. (AGI)
Mir/Red