FISCO:TOUR OPERATOR A GENOVA, SCOPERTA EVASIONE E LAVORO NERO
(AGI)- Genova, 17 Dic.- Aveva simulato l’assunzione da parte di società straniere di 400 persone da impiegare nei villaggi turistici in tutto il mondo, in modo da evitare in versamento di contributi fiscali e previdenziali. Autore dello stratagemma un tour operator genovese che si serviva di alcune società situate in Lombardia e in località estere, dove vigono particolari agevolazioni fiscali e contributive, come il territorio portoghese di Madeira e lo stato della California (USA). A scoprire la frode sono stati i militari della Guardia di Finanza di Genova, Nucleo Polizia Tributaria. In particolare, questo sistema era stato utilizzato per far figurare formalmente l’assunzione di circa quattrocento giovani, tra cuochi, animatori e assistenti turistici, in realtà in tutto e per tutto dipendenti dal tour operator. L’espediente per aggirare imposte e contributi lavorativi attraverso l’extraterritorialità delle prestazioni lavorative è stato svelato grazie ad un’accurata indagine informatica e ad una paziente e certosina ricostruzione degli eventi da parte dei militari. La fitta ragnatela di società interposte e il complesso sistema di fatturazioni fittizie erano, infatti, preordinati a camuffare la frode e a confondere il fisco italiano.
Cinque manager sono stati indagati per utilizzo di fatture false e impiego irregolare di manodopera. Le investigazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica di Genova, sono tuttora in corso: si attendono ulteriori sviluppi, poiché il fenomeno potrebbe non essere limitato alla sola Liguria, ma interessare l’intero settore del turismo gestito da tour operator italiani. Un’ingente mole di documenti è ancora all’esame degli inquirenti; si stanno infatti ricostruendo le posizioni fiscali e contributive dei quattrocento “forse” ignari dipendenti delle società legate al noto tour operator genovese i quali, per svariate stagioni, hanno prestato la loro opera in alberghi e villaggi turistici sparsi nel mondo, senza che venisse loro versato, nelle casse erariali italiane, un solo euro ai fini fiscali, previdenziali e pensionistici.(AGI)
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