IMMIGRATI: GARANTE DETENUTI, L.BOSSI-FINI SPRECA FONDI STATO
(AGI) - Roma, 1 dic. - Lo stato investe migliaia di euro nel recupero dei detenuti stranieri, consente loro di studiare in carcere, in alcuni casi fino alla laurea, e di imparare un lavoro. Poi, una volta scarcerati, li espelle o li arresta di nuovo, in base alla legge Bossi-Fini. E’ quanto denuncia il Garante dei Diritti dei Detenuti della Regione Lazio Angiolo Marroni, secondo cui si e’ difronte a un “nuovo capitolo degli sprechi della pubblica amministrazione”. “Ci stiamo occupando del caso - ha detto Marroni - di un ex detenuto di origine africana che ha scontato la pena ed ha creduto nella possibilita’ di rifarsi una vita laureandosi in carcere in ingegneria informatica. Ora ha una scelta dolorosa da fare: lasciare l’Italia perche’ la ‘Bossi - Fini’ preclude, per gli stranieri autori di una serie specifica di reati, la possibilita’ di rinnovare il permesso di soggiorno, anche se si tratta di ex detenuti reinseriti nella societa’. Oppure scontare una pena che puo’ arrivare a 4 anni di carcere per non aver ottemperato al decreto di espulsione”. In sostanza per gli ex detenuti extracomunitari (anche se in possesso del permesso di soggiorno al momento dell’arresto), la legge non lascia possibilita’ di restare in Italia da regolare, anche se questi hanno effettivamente concluso un percorso di reinserimento sociale. Lo scorso maggio - riferisce Marroni - il 39enne nigeriano - gli ultimi 9 dei quali trascorsi in carcere per traffico internazionale di droga - si e’ laureato con lode nella facolta’ di Ingegneria informatica dell’Universita’ di Tor Vergata, studiando nella sua cella della sezione di alta sicurezza di Rebibbia. Uscito dal carcere a luglio, oggi collabora con una societa’ di informatica ed ha passato questi mesi dividendosi fra lavoro, la moglie e gli incontri con gli studenti delle scuole di tutto il Lazio per raccontare loro la sua esperienza ‘da non ripetere’. Adesso pero’ l’uomo rischia di tornare in Nigeria o essere riarresto. “La morale e’ che la collettivita’ ha investito migliaia di euro per favorire il recupero sociale di questa persona rischiando seriamente di non averne indietro nessun beneficio - conclude Marroni - Ci eravamo illusi che il governo potesse mandare in soffitta la ‘Bossi - Fini’ e le sue odiose contraddizioni. Ad oggi posso solo constatare che la montagna di buone intenzioni non ha partorito neanche il classico, striminzito, topolino”. (AGI)
Red/Ing