AMBIENTE: APAT, 13.000 SITI POTENZIALMENTE CONTAMINATI

(AGI) - Roma, 30 nov. - “Dal censimento APAT dei siti contaminati emergono numeri preoccupanti”, ha commentato Giancarlo Viglione, Commissario straordinario dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici, introducendo i lavori del workshop di Venezia. Secondo Viglione l’obiettivo prioritario e’ provvedere all’efficace bonifica di tale aree eliminando naturalmente le principali fonti di tale inquinamento, nell’ottica di incrementare lo sviluppo socio-economico delle zone interessate.
Secondo uno studio effettuato dall’Universita’ Bocconi la bonifica di siti di interesse nazionale comporterebbe una spesa ingente di circa 30 miliardi di euro: “Un problema non solo ambientale, quindi, ma anche economico” ha precisato Giancarlo Viglione. Il Ministero dell’ambiente ha lanciato un nuovo metodo di approccio nei confronti dei siti contaminati: non solo mantenere fermo il principio del “chi inquina paga”, ma soprattutto offrire benefici economici per chi decide di investire in tali aree.
“Venezia ha bisogno di uscire da una situazione novecentesca per entrare nel nuovo secolo puntando sulla bonifica ambientalmente compatibile” ha dichiarato Ezio Da Villa, Assessore all’Ambiente della Provincia di Venezia. Per la citta’ la bonifica rappresenta il tema principale di riqualificazione territoriale e secondo l’Assessore le opere realizzate dal Magistrato alle Acque di Venezia sono esempio di un corretto approccio alle problematiche dei siti contaminati: infatti, il Magistrato ha gia’ realizzato oltre il 70% delle barriere impermeabili necessarie alla riduzione dell’inquinamento delle acque.
Da Villa ha auspicato una pronta soluzione del ‘caso Marghera’: “Se fosse risolto definitivamente, cio’ rappresenterebbe un esempio per tutta l’Europa. Sia per la gravita’ della situazione veneziana sia per sua la centralita’ territoriale e strategica”.
L’Agenzia ambientale della Regione Veneto e’ molto coinvolta nella delicata questione dei siti contaminati: il suo contributo e’ fondamentalmente rappresentato da attivita’ di caratterizzazione di suoli, sedimenti, acque, vaste aree agricole e zone residenziali. Come ha ricordato il Direttore Generale Andrea Drago nel corso del workshop l’ARPA ha validato 40 siti contaminati per un totale di 1600 ettari, ha elaborato 2 milioni di dati, prelevato 1000 campioni ed effettuato una gestione informatica di tutte le informazioni disponibili. (AGI)
Red