MORTO TRA RIFIUTI A VARESE, STESSA SORTE A MOGLIE 11 ANNI FA

(AGI) - Varese, 29 nov. - Morto in mezzo ad un cumulo di rifiuti ed escrementi umani, in uno dei locali che compongono quella che un tempo era una bella villa dell’800 a Cuasso al Piano, una piccola frazione di Cuasso al Monte, nell’Alto Varesotto, in paesino di 3.065 residenti suddivisi in 1.293 nuclei famigliari e in 1.895 abitazioni. La scena, raccapricciante, che l’altro ieri pomeriggio si e’ trovato davanti chi vi e’ entrato, e’ stata pressoche’ identica a quella di 11 anni fa quando, nelle stesse condizioni, mori’ Renata, moglie dell’82enne Vincenzo De Matteis, 82 anni, trovato privo di vita in un ambienti di degrado indescrivibile con accanto il figlio Agostino, 45enne tecnico informatico, ora affidato ai Servizi sociali del Comune e indagato dalla Procura di Varese per omissione di soccorso. Gia’ all’epoca la situazione famigliare era sprofondata in una situazione d’isolamento sociale, di degrado. Inutili i ripetuti tentativi istituzionali di farla tornare alla normalita’. Situazione che si era aggravata da quando era morta Renata. Da allora Vincenzo aveva deciso di non piu’ mettere piede fuori casa. L’hanno trovato riverso a terra, semivestito, con la barba che da chissa’ quanti anni non si radeva. Un piede verso la cancrena. Eppure era una famiglia agiata, æ’che stava bene economicamente’, come fanno notare i residenti della zona. Poi qualche difficolta’ finanziaria, qualche altro problema, l’ha portata a chiudersi in se’. Un percorso di degrado umano intrapreso anche da Agostino che usciva da casa giusto per recarsi a prendere il giornale, le sigarette che avidamente fuma. La spesa ordinata via telefono e che doveva essere lasciata fuori dal cancello. Per andare qualche volta presso l’azienda informatica milanese che gli commissionava il lavoro da lui svolto tra le mura domestiche. Una famiglia di nobili decaduti fino al baratro. Il Sindaco Francesco Ziliani ricorda ‘le innumerevoli volte che abbiamo tentato di risolvere la questione. Mai siamo riusciti a entrare neppure in cortile’ trasformato in discarica con centinaia di sacchi del pattume, dentro e fuori casa. Un rifugio sbarrato da un imponente muro di recinzione. Ora Agostino e’ indagato per omissione di soccorso, anche se e’ stato lui a telefonare al 118 per dire che ‘babbo sta poco bene’. Tuttavia il sostituto procuratore Tiziano Masini teme che quella telefonata non sia stata sufficientemente tempestiva. Ha il dubbio che Agostino abbia proseguito il suo lavoro al pc portatile pur con papa’ rantolante al suo fianco. Determinante sara’ l’esame autoptico disposto dallo stesso magistrato per capire il lasso di tempo trascorso tra la telefonata e l’effettivo decesso che, in ogni caso, appare per cause del tutto naturali. (AGI)
Cli/Pag