CONTRAFFAZIONI: GDF, PIRATERIA COLPIRA’ ANCHE SISTEMA PAY-TV

(AGI) - Roma, 16 nov. - “Secondo uno studio condotto dalla Cable and satellite broadcasting association, nel 2007 la pirateria informatica colpira’ anche il sistema delle televisioni a pagamento”. A lanciare l’allarme, in occasione del convegno “Anticontraffazione: sviluppi e nuove sfide”, e’ il generale Saverio Capolupo, comandante della Scuola di polizia tributaria della guardia di finanza.
“Il fenomeno della contraffazione non ha confini - ha premesso Capolupo -: il fatturato si aggira intorno ai 200 miliardi di dollari pari al prodotto interno lordo di 150 Paesi del mondo”. Ma “a questa crescita dimensionale si accompagna anche una evoluzione del fenomeno: si assiste, infatti, al passaggio dalla contraffazione di beni di lusso e di alto valore alla riproduzione illecita di prodotti ordinari, di uso e consumo quotidiano”.
“L’industria del falso - avverte il generale - pone particolare attenzione alle molteplici richieste provenienti dai differenti mercati mondiali: i beni contraffatti non sono commercializzati in modo uguale in tutte le economie”. Qualche esempio? “I pezzi di ricambio degli autoveicoli trovano uno sbocco commerciale nel Medio Oriente; i tabacchi lavorati registrano maggiore ricettivita’ nei paesi dell’America latina, dell’Asia e dell’Africa; mentre sono stati segnalati medicinali contraffatti in Europa, in nord-America e in Africa”. La pirateria musicale, cinematografica o del software, invece, “interessa in modo sostanzialmente uguale tutte le economie”.
Quanto alle aree di produzione e commercio di prodotti taroccati il primato “spetta indiscutibilmente ai Paesi dell’area asiatica, con una percentuale superiore al 65%: a distanza seguono il Medioriente, l’Africa, l’Europa ed il nord America che registra la quota piu’ bassa, pari circa all’1,1%” Per il comandante della Scuola, “anche le modalita’ di diffusione dei beni contraffatti hanno registrato sostanziali modifiche: in passato sono stati distribuiti, essenzialmente, attraverso mercati informali, ora sono resi disponibili dalle organizzazioni criminali nei canali commerciali legali”. “Non e’ infrequente” trovare prodotti falsi sugli scaffali dei negozi o dei supermercati, ma il sistema di distribuzione in ininterrotta espansione e’ da individuare nella rete internet: ” e’ difficile - ammette - per quanti sono impegnati nel contrasto ai traffici illeciti, identificare i reali titolari dei siti attraverso i quali vengono diffusi i beni e - una volta individuati - avviare concrete ed efficaci azioni nei loro confronti”.(AGI)
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