CLASSIFICA MEDIOBANCA:ENI CONSOLIDA PRIMO POSTO,BENE UTILITIES

(AGI) - Milano, 25 ott. - Nelle posizioni di rincalzo della classifica si assiste alla crescita delle utilities, ma anche di alcune societa’ petrolifere. Aem ad esempio passa dal 39mo al 12mo posto, sfruttando il consolidamento proporzionale di Edison (che rimane undicesima); Iride (Aem Torino-Amga) passa dal 104mo al 55mo posto, Acea da 81 a 68, Hera da 68 a 64, Enia da 164 a 123, Asm Brescia da 78 a 71. La fusione Aem-Asm lascerebbe A2A sempre al 12mo posto. Bene anche Endesa Italia (da 56 a 50).
In campo petrolifero, si afferma la Saras dei Moratti (da 18ma a 14ma), sale Api (da 43 a 36). Ma e’ l’industria pesante che si prende la rivincita, i siderurgici e i metallurgici che sfruttano la crescita dei prezzi delle materie prime. Detto di Riva, spicca il balzo di Gim (da 55 a 35), Marcegaglia sale da 40 a 37, Colata Continua Italiana da 146 a 76, Acciaierie Beltrame da 114 a 93, Dalmine da 113 a 96.
Tra le curiosita’, scendono Fininvest (da 12ma a 16ma), la Rai, Alitalia, Autostrade; da notare il brillante inserimento di Prysmian, la ex Pirelli Cavi, che si piazza al 21mo posto, sopravanzando la stessa Pirelli & C (che scende da 21ma a 24ma) la casa madre che l’ha ceduta. Pirelli compare poi nella classifica delle maggiori perdite, guidata dalle Ferrovie dello Stato (-2 miliardi), con un rosso di 1,2 miliardi per la svalutazione della quota Olimpia. Terza Alitalia (-626 milioni). Anche 3Italia (H3G), che non ha inviato i bilanci a Mediobanca, comparirebbe in questa classifica, con una perdita di 664 milioni.
Per quanto riguarda gli utili, dopo Eni ed Enel c’e’ Telecom (3 miliardi), poi Fiat, quindi Finmeccanica (1 miliardo) e De Agostini (946 milioni).
Tra i settori che perdono posizioni, l’elettronica e informatica: Ibm scende dal 26mo al 34mo posto, Hp da 63 a 74, Stm da 69 a 83, Ericsson da 108 a 138. Si salva Siemens che grazie ad alcuni accorpamenti sale da 76 a 53. Perde terreno anche la grande distribuzione, a parte Esselunga e Ikea.
Tra le altre curiosita’, nell’alimentare e’ testa a testa tra Barilla, 32ma con fatturato di 3,9 miliardi, e Parmalat, 33ma a 3,8 miliardi, che pero’ vince con gli utili (192 milioni contro 74). Nel raggruppamento lusso, moda, abbigliamento prima Luxottica, poi Benetton, Valentino, Armani e Prada. (AGI)
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