PICCOLE IMPRESE: BOOM A MILANO, IN UN ANNO QUASI 7 MILA IN PIÙ
(AGI) - Milano, 21 ago. - A Milano è boom delle piccole imprese: in un anno sono quasi settimila in più. Un aumento di 6.933 unità che corrisponde ad una crescita dello 0,83%. Il dato è diffuso dalla Camera di Commercio ed e’ estrapolato dal Registro Imprese sulla distribuzione per classi di fatturato delle imprese milanesi al IV trimestre 2006. A trascinare laumento sono stati soprattutto i settori della sanità e altri servizi sociali (+1,66%), le attività immobiliari, il noleggio, l’informatica e la ricerca (+1,29%; in particolare: agenzie di viaggi: +3,29%; ricerca e sviluppo: +3,46%; informatica: +1,50%), ma anche i trasporti (+0,69%), il commercio (+0,48%) e la produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua (+7,09%). Scendono leggermente le medio-piccole imprese (-0,39%) e le medio-grandi (-0,37%). Stabili le grandi. Milano rimane la prima provincia in Italia per numero di grandi imprese (con un fatturato superiore ai 10 milioni di euro): 4.540 imprese (pari al 18,5% del totale italiano e all1,32% di quello milanese: quasi il triplo della media italiana), così come per la classe di imprese medio-grandi (fatturato da 1 a 10 milioni di euro): 19.622 (pari al 13,2% del totale italiano e al 5,7% di quello milanese) e medio-piccole (fatturato da 250 mila a 1 milione di euro): 20.727 (pari al 12,8% del totale italiano e al 6,1% del tot. milanese). Mentre più di sei imprese su sette, pari a 297.825, a Milano sono piccole (o non sono tenute a presentare il bilancio in Camera di commercio società di persone e ditte individuali - o presentano un bilancio fino a 250 mila euro), un dato tuttavia più basso della media italiana (pari a 93,5%).
Le piccole imprese - commenta Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano nella loro varietà sono oggi più di ieri il segno distintivo di Milano. Una realtà che dal basso contribuisce a creare valore, a diffondere idee, che dimostra ogni giorno quel senso di intraprendere e quella voglia di rischiare senza i quali la ricchezza, non solo economica, ma anche sociale, del nostro territorio verrebbe meno. Un tessuto il cui equilibrio delicato, ma al tempo stesso indispensabile, con la grande impresa deve essere preservato e ancor più rafforzato in un mondo che é diventato sempre più globale. (AGI)
Red/Pag