DOSSIER SISMI: POMPA NON RISPONDE A PM, RIVELEREI SEGRETI
(AGI) - Roma, 3 lug. - Si e’ avvalso della facolta’ di non rispondere perche’ “rispondendo alle domande inevitabilmente propalerei informazioni riservate attinenti allo svolgimento delle funzioni da me ricoperte nel Sismi”. E’ quanto spiega l’ex funzionario del Sismi Pio Pompa nella dichiarazione spontanea consegnata oggi al pm Pietro Saviotti, titolare dell’indagine sui dossier ritrovati negli archivi di via Nazionale. Con riferimento all’ipotesi accusatoria, Pompa, indagato per peculato e violazione di corrispondenza telematica, dichiara pero’ “talune circostanze di fatto”, “agevolmente e documentalmente” riscontrabili e che “non svelano nulla di riservato”.
Tra queste, scrive Pompa nel documento, il fatto che “la quasi totalita’ del materiale sequestrato nei miei pc personali proviene da fonti aperte (internet, organi di informazioni etc.). Le informazioni contenute nei files attinenti a magistrati sono tutte, ribadisco tutte, di fonte pubblica, giornalistica o informatica”. Inoltre, “i files e gli appunti indicati nell’addebito - sottolinea l’ex funzionario del Sismi - sono stati tutti redatti sulla base di informazioni tratte da organi d’informazione e da internet, con mezzi e risorse personali e senza alcun aggravio di spesa per il Sismi” e “la pressoche’ totalita’ di tali documenti e’ stata realizzata in date antecedenti la mia assunzione alle dipendenze del Sismi (Dicembre 2004)”.
Dal Novembre 2001 al Dicembre 2004, Pompa, come ricorda lui stesso, e’ stato “collaboratore esterno del Sismi con contratto di consulenza”. I documenti contestati, scrive l’ex funzionario, “rappresentano una minima parte di decine di migliaia di files memorizzati nel mio pc personale e costituiscono materiale informativo di mia stretta pertinenza, di cui non ho fatto alcun uso: in particolare, non ho mai fornito al Sismi le informazioni, che tengo a ribadire sono tutte tratte da fonti giornalistiche o da internet, indicate nell’ipotesi accusatoria”. (AGI)
Oll