UNICREDIT: FABI, TUTELARE BDS; MASSINELLI, POSITIVA LA FUSIONE
(AGI) - Palermo, 27 giu. - La fusione Unicredit-Capitalia e’ stata al centro dell’assemblea nazionale delle rappresentanze sindacali aziendali del Banco di Sicilia svoltasi a Palermo. La Fabi Banco di Sicilia ne ha discusso con Marcello Massinelli, rappresentante nel Bds della Regione siciliana, e con Francesco Scoma, presidente della commissione costituita all’Ars, per l’esame delle delle attivita’ dell’Unione europea. A loro sono state rivolte domande in ordine agli esuberi correlati all’operazione di fusione, con particolare riguardo alla direzione centrale del Banco che conta oltre 1.200 dipendenti contro le 400 unita’ di Unicredito, riguardo alla regionalizzazione del Banco susseguente alla paventata cessione delle filiali di Venezia, Verona, Firenze, Bologna e Genova. Raffa ha anche insistito sulle garanzie collegate al reinserimento sul territorio del personale di Capitalia Informatica, Capitalia Solutions e Capitalia Holding, fortemente interessate dai nuovi assetti che la Holding vorra’ darsi. Il segretario generale della Fabi Enrico Gavarini ha sottolineato proprio l’aspetto relativo alla “regionalizzazione” del Banco, che peraltro aveva investito molto nel parmense con l’apertura di 40 sportelli altamente redditivi. Gavarini ha annunciato anche che il 3 luglio partira’ il confronto fra Unicredit, Capitalia e le organizzazioni sindacali sulla fusione. Le delegazioni si incontreranno il 9 luglio a Milano in una sala adatta ad ospitare 200 sindacalisti.
Massinelli non si e’ sottratto al confronto, sottolineando che “se non ci fosse stata la fusione con Unicredito, entro sei mesi sarebbe venuta una societa’ estera che entro due tre anni avrebbe smantellato tutto. E’ meglio, ha continuato Massinelli, avere come interlocutore Alessandro Profumo, che parla la nostra lingua, che ha vissuto a Palermo, che crede in cio’ che abbiamo fatto e vuole valorizzarlo”. Riguardo ai patti parasociali ha detto: “L’articolo 7 comma tre della convenzione prevede che se Capitalia si fonde con un’altra Banca questa deve accettare la convenzione”. Francesco Scoma ha rimarcato come “operazioni di questo tipo possono sempre essere foriere di ricadute occupazionali e ha assicurato il massimo appoggio e le necessarie sinergie al fine di garantire alle lavoratrici ed ai lavoratori del Banco si Sicilia le massime tutele”. (AGI)
Mrg