INCHIESTA TELECOM: DA MARZI “SUPERTESTIMONE” SVOLTA A INDAGINI
(AGI)- Milano, 8 mar. - Nella sua prima deposizione davanti al pm Civardi, Marzi - sempre secondo il settimanale - spiega che Tavaroli gli disse, durante un viaggio in Cina nel 2004, che Telecom era interessata a trovare fornitori per la Security da mettere in competizione con quelli tradizionali. “E mi disse altresi’ - racconta - che erano interessati, nel caso si fosse trovato un piccolo fornitore, ad acquistarlo in toto”. Non pero’, precisa il superteste, “attraverso Telecom ma attraverso un fondo, “Mycube, specializzato in partecipazioni in societa’ high teach di cui il responsabile era Gianluca Braggiotti”. Quest’ultimo - si legge sull’Espreeso - “e’ il figlio dell’ex numero uno della Comit, Enrico Braggiotti, da tempo residente a Montecarlo dovee’ stato a lungo latitante ai tempi di tangentopoli”. A Tavaroli, secondo quanto raccontato da Marzi, stava molto a cuore “il rapporto della famiglia Braggiotti con Tronchetti Provera”. Interessante anche il passaggio in cui Marzi ricorda di essere andato in Cina con una delle dirigenti di ‘Mycube’, Anna Gatti, e con un drappello di uomini Telecom: Marco Bavazzano, Fulvio Farace, Ghioni e Roberto Preatoni. Quest’ultimo, dice Marzi ai pm, “mi descrisse l’operativita’ di Zone H, un sito da lui creato in Estonia, ufficialmente specializzato in hacking etico, in realta’ una sorta di internazionale degli hacker che aveva il compito di soccorrere i giovani che avevano avuto dei problemi con la giustizia per la loro attivita’ di hackeraggio”. A un certo punto, rivela ‘L’Espresso’, Preatoni chiede a Marzi, ormai diventato consulente a tutto campo degli ’spioni’ di Telecom, di creare un super-gruppo tra una serie di societa’ di sicurezza informatica. Il progetto non va in porto, ma Marzi si rende conto, cosi’ almeno dice ai pm, che dietro a Roberto si muove il padre, Ernesto Preatoni, noto per essere il fondatore di unto villaggio di Sharm El Sheik.
Non si fermano invece, secondo il settimanale, le movimentazioni all’estero che Marzi fa per conto di Ghioni, le cui tracce bancarie sono nelle mani della Procura che vuole capire se i milioni di euro passati per le sue societa’ siano estranei a Telecom, come sostiene il manager, oppure abbiano a che fare con l’inchiesta. (AGI)
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