IMPRESE: RECORD DI ISCRIZIONI CAMERA COMMERCIO DI BARI
(AGI) - Bari, 21 feb. -Sul risultato generale positivo hanno comunque pesato le performance negative di settori storici dell’economia barese come agricoltura (1.683 cessazioni a fronte di 795 iscrizioni; saldo negativo di 888 unita’), commercio (2.754 chiusure contro 2.279 aperture; saldo negativo 475 unita’) - soprattutto per quanto riguarda le imprese individuali - e manifatturiero (1.092 cessazioni a fronte di 588 iscrizioni; saldo negativo di 504 unita’) all’interno del quale soffrono tessile-abbigliamento e metalmeccanica. Saldi negativi anche per trasporti (-185) ma meno marcati per pesca, estrazione di minerali, utilities, alberghi e ristoranti, istruzione e sanita’. Positivo il saldo sulla natalita’ di imprese attivita’ immobiliari, informatica e ricerca (+23). Nel 2006 le imprese individuali hanno fatto registrare un saldo negativo (-1,04%) tra iscrizioni e cessazioni pari a 1.169 unita’. Un bilancio in perdita che e’ quasi completamente ripianato grazie ai dati fortemente positivi delle societa’ di capitali (+ 1219) e delle societa’ di persone (+ 495 unita’). Societa’ di capitale e le imprese individuali si muovono da tempo lungo traiettorie ormai consolidate e di tipo speculare: da un lato il peso delle Imprese individuali tende a contrarsi, quantomeno in termini percentuali; dall’altro, il peso delle societa’ di capitale continua a crescere sia in termini assoluti che in termini relativi. L’esame dei dati conferma questa tendenza, accentuata per via dei valori abbastanza elevati dei flussi di entrata e di uscita ed e’ in linea con la tendenza nazionale in atto da oltre un quinquennio. “La crescita delle societa’ di capitale, con un tasso del 5,19% e di persone del 2,36% - commenta il presidente della Camera di Commercio di Bari, Luigi Farace - contribuisce in modo determinante alla tenuta del sistema economico-produttivo della Terra di Bari. La positivita’ di questa tendenza e’ indice di maturita’ della classe imprenditoriale locale sebbene i problemi continuano a persistere e a mostrare difficoltosi limiti alle azioni e pericolosi segnali di irrigidimento del sistema esterno ma complementare alle imprese (infrastrutture, fiscalita’, ricerca e innovazione, ecc.) con conseguente rischio di rottura”.(AGI)
Red (Segue)